Kairos: "Nel 2018 la sorte dei mercati sarà condizionata dalle Banche centrali"

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Nell'anno di Donald Trump alla Casa Bianca, del dibattito post Brexit in Europa, di nuovi attentati terroristici e nuovi conflitti geopolitici (con una Russia sempre più egemonica e una Corea del Nord pronta ad usare le sue testate nucleari) e perfino del concedo apocalittico del ministro delle finanza tedesco Schauble, secondo il quale viviamo in una bolla enorme creata dalle politiche di QE, che hanno messo sotto sopra l'economia, i mercati brillano di luce propria. I record di Borsa si sono susseguiti di mese in mese, di qua e di là dell'Atlantico, tanto da non fare nemmeno notizia. Le Borse (in primis Piazza Affari) stanno perciò per chiudere un altro anno estremamente positivo. Basti pensare all'indice FTSE MIB  che dovrebbe consolidare i guadagni da qui a fine anno e raggiungere i 23.000 punti con un rialzo di quasi il 20% rispetto all'anno precedente. Una corsa “in particolare del mercato azionario che dura dal 2009, per non parlare dei mercati obbligazionari che sono in trend ascendente dal 1982”, conferma Pio Benetti, head of discretionary mandates di Kairos.

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