Quando s’investe nei mercati azionari emergenti, la valutazione non è importante. O per lo meno non lo sono i parametri standard (rapporto prezzo/utili o P/B). È quanto emerge da uno studio condotto da Morgan Stanley IM che dimostra come questi ratio non siano buoni indicatori di rendimenti futuri nell’azionario emergente. Il team non ha rilevato validi motivi a sostegno del fatto che i tassi più bassi di alcuni Paesi rappresenterebbero un buon motivo per acquistare titoli. Ritengono che un tasso sia a buon mercato (a bassa valutazione) se rientra nell’ultimo quintile del ranking Price to Book Value a cinque anni. Lo stesso studio è stato condotto sul rendimento per dividendo e i risultati emersi sono simili.
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