La decisione della Fed d’inizio maggio di mantenere i tassi d’interesse invariati è stata presa dai mercati in modo positivo. La Federal Reserve sta adottando un approccio pragmatico alla stretta monetaria e, secondo la maggior parte degli analisti, è probabile che continui ad alzare i tassi d’interesse ufficiali una volta al trimestre quest'anno. “Tuttavia, tale inasprimento non è ancora stato pienamente prezzato dai mercati obbligazionari che negli ultimi anni sono stati costantemente in ritardo nell'anticipare tali rialzi dei tassi. Ciò dovrebbe indurre gli investitori a rimanere prudenti per quanto riguarda la duration dei loro portafogli obbligazionari”, spiega Christel Rendu de Lint, head of Global & Absolute Return Fixed Income di Union Bancaire Privée. In Europa, la Bce rimane coerente con la decisione di riduzione del programma di quantitative easing, con l’intenzione di azzerarlo nel corso dell’anno. “Anche se la Bce dovesse decidere di arrestare del tutto il proprio programma di acquisto titoli, si è impegnata a reinvestire qualsiasi obbligazione in scadenza. Ci sarà pertanto un forte supporto per i mercati delle obbligazioni corporate dell’Eurozona, spiega Jon Day, gestore Fixed Income di Newton IM (BNY Mellon IM)”. D’altro canto il programma di acquisto da parte della Banca centrale europea ha spinto i rendimenti governativi a breve termine in territorio negativo, facendo volare gli spread dei tassi di interesse ai massimi degli ultimi trent’anni.
L’inflazione si mangia il rendimento obbligazionario

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