Il 2025 si preannuncia come un anno chiave per marcare la separazione tra le società che rispettano o meno i criteri ESG, così come per le strategie che vi prestano attenzione. Secondo un report di NexumStp, le piccole e medie imprese che adotteranno strategie ESG saranno in grado di attrarre investitori istituzionali e ottenere incentivi fiscali, evidenziando l'importanza crescente di questi criteri nel panorama finanziario attuale. L’ESG Outlook 2024 di Crif ha rivelato che il 40% delle pmi italiane mostra ancora uno score ESG basso o molto basso, indicando una scarsa adeguatezza rispetto agli standard richiesti. Le aziende stanno comunque affrontando una transizione verso modelli più sostenibili, spinta da regolamentazioni e dinamiche geopolitiche, rendendo essenziale un approccio di selezione olistico e strutturato. Con l'aumento della regolamentazione ESG e la crescente consapevolezza degli investitori, integrare questi criteri si rivela una strategia vincente per il futuro degli investimenti, soprattutto obbligazionari. Questo scenario mette in evidenza la necessità di un cambiamento radicale anche nelle strategie di selezione. Di come approcciarsi alle strategie ESG in ambito obbligazionario si è discusso nell’ultima parte di Hub ESG di FundsPeople.
La carta vincente dei criteri ESG in campo obbligazionario

Hub ESG FundsPeople - Foto Enrico Frascati per FundsPeople
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