La classifica delle dieci criptovalute più importanti al mondo

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Aleksi Räisä, Unsplash

Lo sviluppo delle criptovalute (e di tutte le attività legate al fintech e alla finanza digitale) è stato oggetto di numerosi studi negli ultimi anni. L’interesse per questo tipologia di asset non è nuovo. Ma, sebbene le prime criptovalute siano state sviluppate dopo la grande crisi finanziaria del 2008, è stata la pandemia da COVID-19 a dar loro un notevole impulso. Basti citare come esempio il recente spettacolare rally del bitcoin, che ha visto il suo valore moltiplicarsi più di sette volte in un anno.

Le criptovalute si situano al crocevia tra innovazione tecnologica, finanza e politiche monetarie. Tuttavia, sino ad ora, il settore della gestione patrimoniale si è opposto al loro utilizzo, non considerando ancora le criptovalute come un’alternativa valida di investimento. Ma è innegabile che si tratti di un dibattito aperto, che non smette di sollevare molte domande sulla natura di questi asset, sul loro ruolo e la loro valutazione.

“Benché questa innovazione promette lo sviluppo di una forma di finanza più inclusiva, non può permettersi di sfidare il monopolio delle banche centrali in termini di politica monetaria senza mettere in pericolo l’intero sistema finanziario. Spetta ai regolatori trovare un quadro normativo appropriato per approfittare dello sviluppo di queste attività, che non metta in pericolo la stabilità macrofinanziaria”, afferma Vincent Mortier, deputy chief investment officer di Amundi.

La casa di gestione francese ha pubblicato un documento con una classifica delle 10 criptovalute più importanti del mondo. Li hanno ordinati in base alla capitalizzazione. Attualmente, il più importante è il bitcoin. Alla fine di marzo rappresentava il 60% della capitalizzazione globale del mercato delle criptovalute. Le sue dimensioni: 1,7 trilioni di dollari. Il restante 40% è costituito da un gruppo molto eterogeneo di criptovalute.