Se ne parla da anni ma adesso, considerati i tempi e la difficoltà per una buona fetta della popolazione di riuscire a maturare denari sufficienti per godere di una pensione decorosa, pare che anche in Italia la previdenza complementare stia crescendo di importanza. Come? Tramite i fondi pensione e i piani assicurativi individuali oppure con i risparmi messi in banca o investiti in titoli in un’ottica di copertura finanziaria per il periodo della non giovinezza. Così, il 2013 si è chiuso con performance medie di gran lunga superiori a quelle del Tfr. Ci sono stati piccoli passi in avanti anche a livello di adesioni e risorse destinate con i Pip (Piano individuale pensionistico) che hanno fatto da traino mentre i fondi negoziali hanno perso iscritti.
La lunga crescita della previdenza integrativa
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