La prospettiva europea di una maggiore stabilità

Europa, immagine Unsplash
Europa, immagine Unsplash

Lo shock economico del COVID-19 e le crescenti preoccupazioni sul cambiamento climatico hanno favorito un migliore coordinamento tra i politici europei. Questo potrebbe avere ridotto i rischi di coda e posto le basi per una maggiore stabilità su un orizzonte secolare. “Tuttavia, come il resto del mondo, l'Europa sarà probabilmente messa alla prova da un ambiente macroeconomico radicalmente diverso. Come discusso nel nostro recente Secular Outlook, il decennio pre-pandemico della Nuova Normalità caratterizzato da crescita inferiore ma stabile, inflazione al di sotto del target, volatilità contenuta e rendimenti corposi degli asset, sta rapidamente scivolando alle spalle. Quello che ci aspetta sembra essere una crescita più incerta e irregolare e un ambiente inflazionistico con molte insidie per le autorità politiche”, commenta Konstantin Veit, senior portfolio manager European Rates di PIMCO.

“Fortunatamente, l'Europa sembra meglio preparata che in passato. La Banca Centrale Europea (BCE) ha rafforzato il suo ruolo di prestatore di ultima istanza per il comparto sovrano dell'area euro, e il fondo NextGenerationEU (NGEU) da 800 miliardi di euro ha infranto il tabù del finanziamento dei piani di ripresa nazionali attraverso l'emissione comune di obbligazioni. Il NGEU intende indirizzare gli investimenti pubblici e privati verso aree dell'economia che si prevede genereranno maggiori rendimenti in futuro, vale a dire i settori della green economy e del digitale. E nonostante le obbligazioni emesse dalla NGEU non siano eurobond in senso stretto, crediamo che rappresentino comunque un passo importante verso una maggiore coesione fiscale", ha aggiunto Veit.

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