Il 57% degli italiani riesce ad accantonare risparmi su base regolare, ma solo uno su tre, poi, si decide a compiere il passo successivo e a investire la liquidità. Il gap persiste da 20 anni e, nonostante l'impegno istituzionale per favorire un impiego più produttivo della ricchezza privata italiana, non si è ristretto ma ampliato: nel 2002, infatti, la percentuale di risparmiatori era pari al 52%, ma quella di investitori era ben più alta rispetto ad oggi, al 48 per cento. Invertire la tendenza e colmare il divario rappresenta una delle sfide principali per l'industria del risparmio gestito, come evidenzia la ricerca "Il consulente finanziario nell'era digitale: nuovi linguaggi, nuovi strumenti, nuove relazioni", realizzata da BNP Paribas Asset Management, in collaborazione con Finer Finance Explorer.
La ricerca BNP-Finer: solo un italiano su tre investe, l'80% è in cerca del consulente di fiducia

Elisa Ori (BNP Paribas AM). Foto di Francesco Prandoni
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.