L’elezione del Presidente della Repubblica da oggi 24 gennaio e nei prossimi giorni, sarà al centro delle agende politiche ed economiche italiane. E, data la delicatezza del momento (in piena quarta ondata di COVID-19) anche di quelle europee. La “variabile Quirinale”, infatti, sarà determinante per il posizionamento dell’Italia nello scacchiere europeo, con quanto ne consegue in termini di attuazione del PNRR. Il processo per scegliere il successore di Sergio Mattarella, il cui mandato presidenziale terminerà il 3 febbraio, chiama i rappresentanti dei due rami del Parlamento (Camera e Senato) a esprimersi insieme a 58 delegati regionali, detti “grandi elettori”. In tutto i votanti sono 1.009 e la scelta del nome avviene con una votazione al giorno. L’elezione nei primi tre scrutini prevede una maggioranza dei due terzi delle preferenze e, dal quarto scrutinio in poi, la maggioranza assoluta. Al di là dei nomi che circolano da settimane, il tema centrale per il mondo finanziario è legato agli scenari potenziali che si potrebbero aprire con la scelta del nuovo inquilino del Quirinale, e le ricadute in sede europea.
Le attese del mercato sul prossimo inquilino del Quirinale

Jonathan Bean (Unsplash)
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