Le conseguenze del crollo della sterlina sugli investimenti

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Images_of_Money, Flickr, Creative Commons

Il flash crash della sterlina di qualche settimana fa continua a far parlare: come conseguenza della forte svalutazione che sta sperimentando la divisa (-18% dalla Brexit), l’inflazione nel Regno Unito è salita fino all’1%, un livello che non si vedeva dal novembre del 2014.  Mark Dowding, co-head of investment grade di BlueBay, calcola che potrebbe arrivare fino al 4% nel 2017, in parte a causa dell’aumento del petrolio denominato in sterline (stima un apprezzamento superiore al 100% infrannuale per gli inizi del 2017) e in parte per l’incremento dei prezzi di importazione. Si pensi alla recente polemica che ha visto protagonista la catena di supermercati inglese Tesco, che aveva deciso di non fare rifornimenti di prodotti che iniziavano a scarseggiare, come la crema spalmabile Marmite (importata dall’Australia), dopo la decisione di Unilever di aumentare i prezzi.

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