La valuta ufficiale degli Stati Uniti è la più negoziata a livello globale, con un volume giornaliero di scambi pari a 2.200 miliardi. Quest’anno, inoltre, il valore del dollaro è riuscito a raggiungere il miglior risultato dal 1984: da inizio anno il guadagno è stato di circa il 14% rispetto all’Euro, del 17% rispetto alla sterlina e ha sfiorato il 25% rispetto allo yen. Le ragioni all’origine di questa “corsa” sono diverse: in primis il fatto di essersi comportato, storicamente, da bene rifugio in caso di aumentata volatilità sui mercati. Secondo Giacomo Calef, Country manager di NS Partners, in questo momento storico, l’incremento dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali (in particolare l’intensità degli aumenti della FED) ha reso il dollaro molto più appetibile per gli investitori. “L’attuale situazione geopolitica europea, la crisi energetica e la difficoltà dell’economia cinese, rendono la moneta americana più attraente e spingono gli investitori ad acquistarla”.
Le implicazioni di un dollaro forte, dalle materie prime ai Mercati Emergenti

Kenny Eliason (Unsplash)
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