Contributo a cura di Jesús Sánchez, head of Settlement Services, CSD Services di BME Group (SIX Group).
A quasi un anno dalla pubblicazione del rapporto ESMA sull’accorciamento del ciclo di liquidazione nell’UE, e con l’implementazione di T+1 prevista per ottobre 2027, è il momento di riflettere sulle sfide e le opportunità legate a questo cambiamento, soprattutto in termini di efficienza nella liquidazione.
Per comprendere la portata di questa trasformazione, occorre considerare l’impatto concreto sull’operatività. Sebbene il passaggio da T+2 a T+1 implichi formalmente una riduzione di 24 ore, nella pratica il margine effettivo per completare i processi si riduce da circa 26 ore a appena due. Considerando gli orari di chiusura dei mercati (intorno alle 18:00) e l’avvio delle fasi di liquidazione (alle 20:00 del giorno successivo), l’operatività a T+2 concedeva circa 26 ore. Con T+1, invece, la finestra si restringe tra le 18:00 e le 20:00 dello stesso giorno, quindi a sole due ore. Una riduzione superiore al 92 per cento.
L’UE, attraverso il proprio organismo di vigilanza sui mercati finanziari, ha fissato un duplice obiettivo: implementare T+1 entro l’11 ottobre 2027, mantenendo almeno i livelli di efficienza di liquidazione precedenti a tale data. A questo scopo è stata definita una governance europea, con la creazione dell’EU T+1 Industry Committee, incaricato di guidare la proposta di cambiamenti strutturali. Sotto il suo coordinamento sono stati costituiti diversi gruppi di lavoro dedicati a identificare soluzioni per gli aspetti più critici che potrebbero mettere a rischio una transizione efficace. Tra questi, il Settlement Efficiency Group, che ha lavorato in modo trasversale con altri gruppi per proporre pratiche di mercato e strumenti in grado di garantire un’implementazione solida senza compromettere l’efficienza della liquidazione.
Nel dicembre 2023, ESMA, durante un primo incontro con le principali associazioni dell’industria europea, ha sottolineato che l’adozione di T+1 non poteva avvenire a scapito dell’efficienza. È stato ribadito che il mantenimento di adeguati livelli di settlement efficiency non deve essere va- lutato solo come media o tendenza generale, ma anche con misure specifiche per mitigare i fail peaks (operazioni non regolate), dovuti a fattori quali turbolenze di mercato, cambi di custodian per clienti rilevanti, errori umani, ecc.
Il Comitato ha pubblicato lo scorso 30 giugno la High-Level Roadmap to T+1 Securities Settlement in the EU, che raccoglie una serie di pratiche di mercato, alcune delle quali mirate a garantire o preservare adeguati livelli di efficienza.
Sebbene l’UE adotterà T+1 più tardi rispetto ai mercati nordamericani, il processo europeo si distingue per la maggiore attenzione ai requisiti di settlement efficiency, includendo misure non considerate oltreoceano. Un approccio che riflette la volontà di realizzare una transizione più rigorosa e robusta a livello internazionale.
La roadmap europea per la transizione nella liquidazione dei titoli
Lo scorso 30 giugno l'EU T+1 Industry Committee ha presentato la High-Level Roadmap to T+1 Securities Settlement in the EU, un documento che raccoglie diverse pratiche di mercato volte a facilitare la transizione. Tra le più rilevanti, seppur non in un elenco esaustivo, si segnalano:
- automazione dei processi da parte di tutti gli attori, al fine di ridurre errori e colli di bottiglia;
- ottimizzazione delle basi dati, anche attraverso l'impiego di intelligenza artificiale;
- miglioramento della trasmissione delle informazioni e maggiore trasparenza;
- uso esteso e intensivo di strumenti di ottimizzazione della liquidazione, tra cui: liquidazione parziale, rilascio parziale, gestione efficiente delle trattenute/rilascio delle posizioni e funzionalità di collegamento e prioritizzazione.

