L'Italia rappresenta (come mai prima) un'occasione di investimento

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foto: autor ccrrii, Flickr, creative commons

Il Pil dell'Italia dovrebbe registrare un rimbalzo del 6,3% quest'anno, per poi rallentare a +4,6% nel 2022 e a +2,6% nel 2023. Lo ha stimato proprio ieri l'Ocse aggiungendo che "la ripresa trarrà vantaggio da una politica di bilancio favorevole, compresi gli investimenti finanziati tramite i fondi di Next generation Ue e dalla progressiva normalizzazione dell'attività dei servizi. Un graduale aumento dell'occupazione dovrebbe sostenere una crescita costante dei consumi".

Riforme strutturali e brand forti

Il Bel Paese si trova in questa fase in una posizione ottimale, probabilmente come mai prima d'ora. Ne è convinto Valentijn van Nieuwenhuijzen, chief Investment Officer, NN Investment Partners, l'Italia: "Il fondo Next Generation EU sarà un driver chiave della futura performance economica italiana. Le probabilità che Roma esca dalla trappola della bassa crescita in cui si è trovata negli ultimi 25 anni sono in aumento grazie a maggiori investimenti pubblici e a riforme strutturali ben mirate, come ad esempio quelle per rendere più efficiente il sistema giudiziario e la pubblica amministrazione e per migliorare il livello di digitalizzazione del paese, gli investimenti sul fronte del trasporto pubblico e su merci, la transizione verso energia rinnovabile. Mentre è in corso la transizione verso un percorso di crescita più elevato, è vitale che i costi dei prestiti rimangano bassi" afferma l'esperto.

In un'ottica di investimenti poi sia i fattori macroeconomici sia i fattori ESG influenzeranno la crescita economica, le finanze pubbliche e i costi di finanziamento. "Attualmente, l'Italia offre opportunità interessanti grazie alle riforme strutturali, a brand forti e all'esposizione alla crescita locale. I costituenti dell'indice MSCI Italy sono dominati da titoli finanziari, beni di consumo e utility. Sul fronte dei titoli finanziari, un mercato dei titoli di stato stabile e una solida crescita economica saranno cruciali per la performance delle istituzioni finanziarie. Le riforme e il consolidamento potrebbero fornire una spinta per le società finanziarie italiane e, con l'attuale governo, è più probabile che questo accada" prosegue Nieuwenhuijzen.

Come si diceva quindi, le utility rappresentano l'altro grande peso all'interno dell'indice. "Nonostante il momento di difficoltà a causa degli alti prezzi del gas che abbassano la redditività, la comunità degli investitori considera il quadro normativo italiano molto stabile e di alta qualità. Inoltre, Enel, il player più grande del mercato, ha un respiro globale e sta guidando la greenification della generazione elettrica. Enel uscirà dal carbone entro il 2027 ed è leader nella produzione di energia idroelettrica e solare. Infine, le small cap italiane possono trarre vantaggio dai benefici del piano di crescita avviato dal governo. La direzione intrapresa a supporto della crescita sostenibile fornisce ampie opportunità per le aziende che forniscono soluzioni, per la posa dei cavi che collegano le turbine eoliche alla rete. Il settore industriale può quindi beneficiare dei piani di crescita e contribuire alla transizione energetica" spiega il professionista di NN IP.

La grande opportunità del Recovery Plan

Il Recovery Plan rappresenta la vera opportunità per l'Italia. Nessun altro Paese infatti beneficerà di una quota così massiccia tra sussidi e prestiti. Si tratta di 191,5 miliardi di euro, a ribadirlo è Massimiliano Maxia, senior Fixed Income product specialist di Allianz Global Investors. "Bisogna focalizzarci su temi già ampiamente al centro del dibattito pubblico come l'occupazione, il tema dei giovani, la digitalizzazione, la riforma della giustizia e quella della concorrenza e per finire la pubblica amministrazione".

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Fonte: Allianz Global Investors

Il grafico qui sopra riportato, mostra che il rapporto debito/Pil rimane un dato da monitorare con estrema attenzione. Però, secondo Maxia "Grazie anche agli interventi della BCE, il costo del debito non sembra rappresentare un problema, ma dal 2023 potrebbe tornare il Patto di Stabilità e Crescita". Infine l'esperto di Allianz GI conclude spiegando che: "Nel mercato obbligazionario la ricerca del rendimento resta di supporto per il BTP, mentre per ciò che concerne quello azionario i settori a cui guardare con maggiore interesse sono i finanziari e gli energetici".