Lo ‘shadow banking’ trova nuove vie di crescita in Cina

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Foto: autor alberto r. motterle, flickr, creative commons

Lo ‘shadow banking' continua ad essere presente in Cina. Nonostante gli sforzi delle autorità cinesi, i canali di finanziamento non ufficiali gestivano a fine 2014 asset per un valore di 45 bilioni di renminbi (circa 6,3 bilioni di euro), una cifra pari al 71% del PIL cinese. Un anno prima, rappresentava il 66% del PIL, dato che denota che il cosiddetto ‘finanziamento sociale’, che include lo shadow banking, cresce più rapidamente rispetto al PIL nominale cinese e contribuisce all’elevata leva finanziaria del colosso asiatico. “Anche se lo shadow banking continua a crescere, lo ha fatto ad un ritmo più basso negli ultimi trimestri. Per questo motivo pare che le misure per regolare la crescita del settore stiano avendo effetto”, dichiara Michael Taylor, responsabile del credito per la regione dell’Asia Pacifico di Moody’s. L’agenzia di rating pubblica ogni tre mesi una relazione sullo stato e sulle tendenze di questa importante componente del PIL cinese.

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