Meno depositi, più fondi e titoli: così i portafogli delle famiglie italiane cambiano volto

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Foto di Clay Banks su Unsplash

Meno depositi, meno liquidità, più investimenti in fondi e titoli. Così il risparmio e gli investimenti delle famiglie italiane stanno cambiando volto. Lo svela un'indagine condotta dal centro studi di Unimpresa su dati della Banca d'Italia, che definisce il trend in atto come una "profonda ricomposizione dei portafogli". Il punto di partenza è una buona notizia: la ricchezza finanziaria sta aumentando. Nel corso del 2025 l'incremento è stato pari a 266,6 miliardi di euro, da 5.881 a 6.148 miliardi di euro (+4,5%).

C'è poi una conferma che non sorprende, vale a dire che i conti corrente sono il principale contenitore del risparmio degli italiani, con 1.141 miliardi di euro circa nel 2025, in aumento del +2,6% rispetto all'anno precedente. Ma emerge anche un dato in controtendenza: se è vero che la liquidità continua a crescere in termini assoluti, in termini relativi si registra una flessione rispetto al peso totale della ricchezza finanziaria, dal 18,9% al 18,6%. Al tempo stesso calano i depositi, sia in termini assoluti con un -2,7% (da 444 a 432,5 miliardi), sia in termini relativi con un peso che diminuisce dal 7,6% al 7% della ricchezza totale. In favore di altre forme di investimento più dinamiche, redditizie e di lungo periodo.

Verso investimenti più stabili e di lungo termine

Nel dettaglio, il report del Centro studi Unimpresa evidenzia una crescita delle quote di fondi comuni detenute dalle famiglie italiane, che salgono dai 794,2 miliardi del 2024 a 857,7 miliardi nel 2025. Un incremento dell'8% in termini assoluti, e un'incidenza relativa che sale dal 13,5% al 14% rispetto al totale della ricchezza privata in Italia. In espansione anche le riserve assicurative, da 1090 a 1138 miliardi di euro (+4,4%), confermando secondo Unimpresa "il ruolo strutturale della previdenza e degli strumenti di protezione".

Gli investimenti diretti evidenziano poi un cambiamento anche nell'orizzonte temporale di investimento. I titoli con scadenze a breve termine perdono terreno, scendendo da 36 a 32,3 miliardi di euro nel corso dell'anno (-10,3%), mentre i titoli a medio e lungo termine, già predominanti, aumentano da 454 a 472 miliardi (+3,9%). Una scelta, evidenziano gli analisti Unimpresa, che sembra orientata verso strumenti "con maggiore stabilità". In termini di tipologie di strumenti, aumenta la ricchezza investita in azioni, da 1.745 a 1.875 miliardi (+7,4%), e anche derivati e stock option, da 9,9 a 11,2 miliardi (+12,4%).

Come cambiano i portafogli

Fonte: centro studi Unimpresa.

I dati sulla ricchezza delle famiglie denotano "una solidità profonda, costruita nel tempo, che resiste alle incertezze internazionali e alle tensioni cicliche" della ricchezza del Paese, commenta Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa. In questo quadro, una quota crescente di capitali si sta orientando verso strumenti finanziari più dinamici: "È un segnale positivo, che va accompagnato da politiche capaci di canalizzare una parte di queste risorse verso la crescita delle imprese, in particolare delle piccole e medie, che sono il motore dell’occupazione", ribadisce il presidente.