Il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, messo in discussione già all'indomani del suo annuncio, non ha convinto i mercati. La volatilità resta elevata per i principali listini azionari e per il prezzo del petrolio, che nella singola sessione del 9 aprile ha oscillato tra i 95 e i 102 dollari per il brent. Lo sguardo degli investitori resta focalizzato sulla crisi del Golfo, ma anche i dati macro che arrivano dagli Stati Uniti non confortano sull'andamento dell'economia: il PIL statunitense dell'ultimo trimestre è cresciuto a un tasso annualizzato dello 0,5% rispetto alle stime precedenti dello 0,7%. L'inflazione USA dei prezzi al consumo risulta in aumento dello 0,2% a febbraio (dopo un incremento analogo nel mese precedente), per ora in linea con le previsioni, ma il timore degli analisti è che l'impatto della guerra e del rialzo del prezzo del petrolio diventi più evidente nei dati di marzo.
Mercati e portafogli tra Iran, inflazione e volatilità: le posizioni delle SGR italiane

Vedani, Zorzi, Fugnoli, Cerasano, foto cedute
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