Sono sempre più caldi i motori della macchina che porterà all’applicazione della MiFID II nelle legislazioni nazionali. Un processo che dovrebbe portare una maggiore trasparenza nelle negoziazioni e, di conseguenza, più tutela per gli investitori retail con misure specifiche sui prodotti finanziari. O almeno si spera. Del resto, è questo l’obiettivo della nuova disciplina europea per la prestazione dei servizi di investimento che sarà recepita dagli Stati membri entro metà 2016 e applicata a decorrere da inizio 2017. Tanto che le reti distributive e le fabbriche prodotto si stanno adeguando per gestire i portafogli modello, migliorare l’informativa, adeguare i prodotti e costruire un impianto di advisory, a cominciare dalla modalità di pricing. Un impianto normativo, quello in arrivo, che inoltre definisce le caratteristiche del servizio di consulenza indipendente e affina le regole sulla valutazione di adeguatezza e gli obblighi di comunicazione alla clientela.
MiFID II, si scaldano i motori

foto: autor Niccoló Caranti, creative commons
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