Negli anni ottanta l’inflazione era al 20% e gli italiani avevano paura di tenere i soldi sul conto corrente. Era stato ideato il conto fondo, ossia quel servizio che, quando il conto corrente superava una certa cifra, il capitale veniva investito automaticamente in un fondo obbligazionario. Al tempo, quindi, la liquidità nei portafogli veniva disincentivata. Oggi, invece, si assiste a un fenomeno inverso: gli italiani preferiscono mantenere il capitale non investito. Ma cosa è cambiato? “Prima di tutto l’inflazione, il problema dell’investimento del risparmio è sceso nella graduatoria del valore delle persone. Questo significa che i clienti non hanno bisogno di consulenza? Ne hanno bisogno di più di prima, ma una consulenza diversa”, spiega Massimo Scolari, presidente di Ascosim.
MiFID II, un consulente finanziario all'altezza

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