Moneyfarm: i risparmiatori italiani guardano alle obbligazioni (e per lo più non le capiscono)

finanza
Patrick Tomasso, Unsplash

La scarsa propensione degli italiani all’investimento si conferma ancora una volta tra le cause principali della “erosione” dei risparmi detenuti (per una parallela scarsa propensione al rischio) nei conti correnti. Secondo una recente indagine di Moneyfarm (condotta in collaborazione con Smileconomy e Research Dogma tra il 20 e il 24 maggio 2024 su un campione nazionale di 600 soggetti “bancarizzati” di età compresa tra 25 e 65 anni) oltre la metà (il 52%) degli italiani “bancarizzati” non ha effettuato alcun investimento negli ultimi quattro anni. Non solo: gli appartenenti al 48% di “investitori” hanno rivolto la propria attenzione all’investimento obbligazionario, diretto o indiretto. La società di consulenza finanziaria indipendente con approccio digitale sottolinea, tuttavia, come tra quanti posseggono più di 50 mila euro sul conto, la quota degli investitori lieviti all’80 per cento. Andrea Rocchetti, global head of investment advisory della società, nel ricordare come il nostro resti ancora agli ultimi posti tra i Paesi OCSE per alfabetizzazione finanziaria, sottolinea come “buona parte dell'ingente liquidità parcheggiata sui conti correnti delle famiglie italiane è stata spostata verso conti deposito e obbligazioni, soprattutto governative, strumenti che di per sé presentano caratteristiche molto interessanti, ma che devono essere inseriti nel contesto di una strategia di investimento diversificata e adeguata al profilo di rischio e alle esigenze di ciascuno”.

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