Morningstar: gennaio da record per gli asset manager europei

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Jeremy Lapak, Unsplash

Un nuovo record per gli asset manager europei. Il 2020 ha lasciato in eredità al nuovo anno un ambiente di tassi bassi, politiche monetarie espansive e la promessa di nuovi stimoli governativi a sostegno della ripresa. E gli investitori non se la sono sentita di restare fuori dai giochi. Complici forse la paura di perdersi qualcosa (anche nota come FOMO, Fear Of Missing Out) e il non intravedere un’alternativa all’equity, hanno continuato a investire, portando l’industria del risparmio gestito nel mese di gennaio a toccare nuovi massimi. È quanto evidenziato dall’ultimo report di Morningstar ‘Asset Flows Commentary: Europe’. “L’enorme domanda di fondi azionari osservata nel quarto trimestre dello scorso anno è rimasta ininterrotta, anche se la forte tendenza verso l’alto degli equity ha perso vigore a gennaio”, osserva Ali Masarwah, director, EMEA Editorial Research della società di analisi.

Nuovo record di masse gestite

L’industria europea dei fondi di investimento ha stabilito dunque un nuovo record: gli asset gestiti dai fondi a lungo termine sono aumentati dai 10.359 miliardi di fine dicembre 2020 ai 10.418 miliardi di euro a fine gennaio 2021. Nel dettaglio, i flussi netti verso gli strumenti a lungo termine (esclusi i monetari) sono stati di 89,5 miliardi di euro. Si tratta del livello più alto dopo il gennaio del 2018 e il dicembre 2020, da quando Morningstar ha iniziato a raccogliere i dati nel 2007. La modalità risk-on ha fatto volare i fondi azionari che hanno attirato 51,7 miliardi di euro, seguiti dai fondi a reddito fisso che hanno raccolto 27,9 miliardi. Dopo due mesi negativi di fila, i fondi sulle materie prime si sono ripresi, raccogliendo 2,5 miliardi. Infine, i fondi bilanciati hanno registrato afflussi per 6,1 miliardi, molto più della media mensile degli ultimi 12 e 36 mesi, ma ben al di sotto dei tempi d’oro del 2017-18.

Le categorie leader

Rivolgendo uno sguardo alle categorie di fondi più gettonate, gli azionari global blend large-cap sono in cima alla classifica, con afflussi per 7,1 miliardi. I fondi che investono sul settore dell’ecologia hanno continuato a beneficiare della forte domanda di strategie ESG e incentrate sul clima, raccogliendo 6,8 miliardi di euro. Molto richiesti anche i settoriali della tecnologia e delle energie alternative, con afflussi rispettivamente di 6,7 miliardi e 4,97 miliardi di euro. Discorso opposto per gli azionari dell’Eurozona e i multi-strategy che sono risultate le categorie di fondi più colpite dai deflussi, “nonostante le loro valutazioni interessanti”, fanno notare da Mornigstar.

Classifica delle società di gestione

Grazie agli afflussi per 4,7 miliardi di euro sui fondi azionari e ai 2,2 miliardi di sottoscrizioni sugli obbligazionari, BlackRock guida la graduatoria dei gestori attivi con maggiori afflussi a gennaio (oltre 6,6 miliardi). In seconda posizione l’altro big, J.P. Morgan, i cui fondi azionari gestiti attivamente hanno raccolto praticamente tutti i 3,8 miliardi di euro di sottoscrizioni nette durante il mese. Segue in terza posizione UBS a poco meno di 3,7 miliardi.

Per quanto riguarda il mercato di soluzioni indicizzate, la prima posizione spetta ancora a BlackRock. Ciò è dovuto principalmente ai 5,7 miliardi di euro raccolti dai suoi passivi sull’azionario, ma anche i prodotti a reddito fisso hanno goduto di una forte domanda. Segue Amundi con circa 4 miliardi di euro raccolti e sul gradino più basso del podio troviamo UBS a quasi 3,5 miliardi.