Movimenti dei tassi, come impattano sul mercato high yield

Akram Gharbi Notizia
Akram Gharbi, head of High Yield Investment di La Française AM

L’apprensione degli investitori cresciuta nelle ultime settimane relativamente ad un aumento dei tassi di interesse causato dalla compresenza di ripresa economica e stimoli fiscali, deve essere approfondita con argomentazioni specifiche relative all’asset class di riferimento.

Il panorama obbligazionario, il più direttamente interessato da questo fondamentale, non è un unicum ed ha perciò bisogno di valutazioni puntuali sui differenti comparti.

High Yield, quadro di riferimento e prospettive

“Nel 2020”, analizza Akram Gharbi, head of High Yield Investment di La Française AM, “l’High Yield non ha sofferto quanto le altre asset class. Anche se a livello globale il trend positivo dovrebbe continuare nel 2021, gli investitori devono considerare alcune differenze geografiche”. In particolare l’esperto, esprime un maggiore interesse verso l’High Yield USA rispetto a quello europeo a causa di una più forte ripresa economica negli States, minori rischi politici, un calo maggiore nei tassi di default rispetto al 2020 e una minore offerta netta. Per quanto riguarda gli emergenti l’attesa è per un rendimento totale più alto con valutazioni attraenti in Asia, con stretto monitoraggio delle incertezze sull’offerta netta delle aziende asiatiche a causa di significative necessità di rifinanziamento e dei tassi di default delle aziende cinesi.

Gharbi vede, inoltre, opportunità soprattutto nei Fallen Angels e in emittenti “BB+” selezionati in settori impattati dal Covid-19, ad esclusione dell’immobiliare commerciale e del tempo libero, che potrebbero soffrire ancora. “I Fallen Angels”, afferma, “sono stati una grande opportunità di investimento nel 2020. Offrono spread di 100 punti base rispetto alle società BB legacy. Nel 2020 molti Fallen Angels hanno tratto profitto dal sostegno statale, che ci aspettiamo continui nel 2021”.

Ultimi sviluppi

“Storicamente, l’aumento dei tassi d’interesse ha avuto un impatto limitato e persino positivo sulla performance del settore High Yield sia negli Stati Uniti che in Europa”, afferma l’head of High Yield Investment di La Française AM relativamente alle preoccupazioni emerse nelle ultime settimane. “Così”, entra nel dettaglio, “un aumento dei tassi d’interesse (o un irripidimento della curva dei tassi risk-free) riflette generalmente le attese da parte degli investitori di migliori prospettive di crescita economica e porta generalmente ad un restringimento degli spreads high yield (minori attese di default)”. “Al contrario, un calo dei tassi d’interesse (un appiattimento o addirittura un’inversione della curva dei tassi risk-free) riflette un peggioramento delle prospettive economiche e questo porta generalmente a un aumento degli spread del credito HY e quindi a una performance negativa dell’asset class”, completa.

La tabella creata dagli esperti di La Française AM, utilizzando come base dati Bloomberg, evidenzia le fasi di aumento e di diminuzione dei tassi di interesse negli Stati Uniti e in Europa dal gennaio 1998 ad oggi. “Tra tutte le fasi di aumento dei tassi, sia in Europa che negli Stati Uniti, l’unica performance negativa registrata dall’High Yield è stata osservata tra aprile 2011 e luglio 2012 e si è limitata a un -1% (corrispondente a uno spread di +18 punti base negli Stati Uniti e 29 punti base in Europa). Considerando tutti gli altri aumenti dei tassi, la performance del mercato HY è stata positiva (in media +10% di total return negli Stati Uniti e in Europa)”, fa notare . “Solo il 5% del mercato obbligazionario globale offre un rendimento pari o superiore al 4% (coperto in euro). Questo include il mercato High Yield e il mercato AT1”, afferma in conclusione Gharbi per sottolineare come l’asset class, al netto della necessità di selezione delle singole emissioni, resta in questo momento una delle più interessanti per gli investitori.