Nash (Jupiter AM): “Potrebbe essere un'estate difficile per i tassi d'interesse globali”

Mark Nash News
Mark Nash, immagine concessa (Jupiter AM)

L’inflazione ha raggiunto ormai livelli record e si sta estendendo a tutte le economie, allontanandosi dallo shock post pandemico delle catene di approvvigionamento e dall'impennata dei prezzi delle materie prime a seguito dell'invasione Russa dell’Ucraina. Per controllarla le principali banche centrali mondiali, con la Fed in cima alla lista, stanno inasprendo le proprie politiche monetarie, dopo un lungo periodo di misure espansionistiche. In questo scenario di cambiamento, una delle domande che più si pongono gli investitori è quanto sarà grande la loro stretta. Un quesito su cui si sofferma anche l’head of Fixed Income Alternatives di Jupiter AM, Mark Nash: “I mercati globali dei tassi d'interesse non hanno ancora prezzato fino a che punto le banche centrali dovranno inasprire la politica monetaria”, osserva l’esperto. “La nostra analisi si concentra molto sul livello dei tassi reali piuttosto che su quello dei tassi nominali per valutare fino a che punto questa mossa dovrà essere compiuta”, continua. “I tassi reali statunitensi si aggirano intorno allo zero, un'enorme mossa rispetto ai minimi recenti di circa -2% registrati all'inizio dell'anno, ma a nostro avviso questi livelli non sono ancora abbastanza rigidi da smorzare le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti e portare la domanda e l'offerta in equilibrio”, spiega. Secondo l’esperto i tassi d'interesse globali devono essere più alti, “e quanto più rapido è questo processo, tanto meglio è”, afferma. “Ciò significa, a nostro avviso, che potrebbe essere un'estate difficile per i tassi d'interesse globali: prevediamo che i Treasury a 10 anni si avvicinino al 4% nella seconda metà del 2022, un livello che non si vedeva dal 2010”, spiega. “Tuttavia, quando si ha a che fare con livelli di inflazione che non si vedevano da 40 anni, non crediamo che questa sia una visione estrema da mantenere”, aggiunge.    

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