Nella forza del team la consulenza del futuro di Fineco

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Mauro Albanese, foto concessa (FinecoBank)

Evoluzione digitale e ricambio generazionale, insieme a un’aumentata consapevolezza da parte degli italiani della necessità di gestire il proprio patrimonio. Sono soltanto alcune delle motivazioni che hanno operato una spinta nell’ultima evoluzione del modello di consulenza avviato da Finecobank, con la definizione di FinecoTeam, “piattaforma di co-working flessibile, digitalizzata e personalizzata, realizzata per migliorare ulteriormente il livello di servizio al cliente”.

Il processo che ha portato Fineco allo sviluppo della piattaforma parte da esperienze pregresse con esempi nel modello di consulenza statunitense e precedenti esperienze in Italia. Fineco ha compiuto tuttavia un passo in avanti ulteriore, come confermato da Mauro Albanese, vicedirettore generale e direttore commerciale Rete PFA & Private Banking di FinecoBank nel corso della conferenza stampa di presentazione di FinecoTeam: “Siamo riusciti a fare qualcosa di davvero innovativo, di estremamente flessibile e naturalmente digitalizzato all'interno della nostra piattaforma proprietaria. Quando dico estremamente flessibile mi riferisco alla numerosità delle forme organizzative che la nostra piattaforma consente”. FinecoTeam si regge, infatti, sull’infrastruttura di X-Net a disposizione dei consulenti Fineco, su cui è stata costruita un’interfaccia ad hoc dove i consulenti possono gestire il processo di creazione, gestione e chiusura di un team.

LE TRE SFIDE DELLA CONSULENZA

Il nuovo modello conta poi sulla potenza di fuoco di una rete di oltre 2.700 consulenti (dati a fine maggio 2021) e asset complessivi che sfiorano i 100 miliardi di euro: “Di questi, 87 miliardi sono ascrivibili alla raccolta netta fatta dei nostri consulenti”, sottolinea Albanese che indica tre sfide a cui deve far fronte il nuovo panorama della consulenza. Da un lato la necessità di incanalare la liquidità presente nei conti correnti degli italiani “il pantano della liquidità”, come lo definisce, sfida che può usufruire delle possibilità offerte da una digitalizzazione sempre più pervasiva che si accompagna alla necessità di formazione finanziaria della clientela. Dall’altro la questione della sostenibilità, non soltanto lato prodotto ma anche sul fronte della trasparenza nella relazione con il cliente. Infine, la terza sfida “è quella di aumentare la nostra capacità di servire i risparmiatori italiani con volumi crescenti e un livello di servizio sempre più alto. Come si può migliorare in questa direzione? chiaramente continuando a far evolvere la nostra piattaforma di servizi”. Ed è qui che interviene il modello FinecoTeam.

OLTRE IL MODELLO ATTUALE

Il nuovo strumento consente alla rete Fineco di andare oltre l’attuale schema organizzativo della consulenza finanziaria, dando la possibilità ai professionisti di fare squadra per rispondere al meglio alle esigenze dei propri clienti. Il funzionamento del modello nel dettaglio è stato affidato a Angelita Brambilla, responsabile sviluppo e supporto network PFA di FinecoBank. “Obiettivo del FinecoTeam è di andare oltre al rapporto tradizionale cliente-consulente, consentendo la creazione di relazioni di business tra consulenti finanziari, che sono così in grado di mettere a fattore comune le capacità e le competenze di ognuno”. Da questo punto di vista, dunque, il team rientra "in un percorso evolutivo della professione che stiamo portando avanti con convinzione e con l’obiettivo di accrescere in maniera forte e tangibile la soddisfazione dei clienti e, di conseguenza, il valore offerto”. L’evoluzione citata da Brambilla comprende vari aspetti, da un “ruolo sociale del consulente” a quello del “passaggio generazionale” che si affianca alla necessità di garantire una “continuità della presenza” con il cliente. Ma anche la possibilità di assicurare una migliore organizzazione dell'attività con la condivisione di competenze tecniche e migliori prospettive per i giovani.

COME FUNZIONA FINECOTEAM

Tutti temi che si concretizzano nelle diverse modalità in cui si possono declinare i team. Fineco prevede infatti tre tipologie: RelaySkills o Growth, a seconda che si pongano obiettivi di passaggio generazionale, di condivisione di competenze specializzate o di sviluppo di segmenti di business ben definiti. A questi si associa anche un’altra “squadra”, quella dei team manageriali, “in cui i consulenti con ruoli manageriali possono appunto costituirsi per la gestione condivisa delle risorse”. Una volta individuata la tipologia di team che soddisfa il consulente si passa a definirne la composizione. I team possono includere da due a cinque consulenti: uno di essi sarà il leader, ossia il consulente che crea il team e decide di condividere tutto (team full) o parte del portafoglio (team a perimetro).   “Il primo team che abbiamo costituito ha visto la luce il 1° gennaio 2020”, commenta Brambilla. A distanza di 18 mesi sono attivi 193 team, di questi 31 relay, 76 growth e 86 skills, nella definizione sul lato portafoglio si contano 143 team a perimetro e 50 full. In tutto la nuova consulenza Fineco coinvolge, a oggi, oltre 22.500 clienti. “Il focus per la decisione della migliore organizzazione rimane sempre il cliente”, afferma Brambilla, che sottolinea in chiusura di conferenza le quattro parole chiave del nuovo sistema “flessibilità, partnership, digitalizzazione e personalizzazione”. Inoltre, conclude, “la possibilità di avere a disposizione un team di consulenti non comporta per il cliente alcun costo aggiuntivo”.