Nuovi fondi: i gestori internazionali puntano su green bond e disruption

Nuovi prodotti, Nuovi fondi: i gestori internazionali puntano su green bond e disruption
Adeolu Eletu, Unsplash

La casa di gestione BlueBay Asset Management punta sugli investimenti responsabili rendendo disponibile il BlueBay Impact-Aligned Bond. Il nuovo UCITS tematico, improntato alla sostenibilità e categorizzato sotto l’Articolo 9 della SFDR, offre l’opportunità di investire nell’universo obbligazionario con un impatto positivo. Il fondo si focalizza sulle società le cui attività economiche caratteristiche danno accesso ad opportunità di investimento e contribuiscono ad affrontare sfide ambientali e sociali a livello globale, quali il cambiamento climatico o le disuguaglianze, riconducibili a sette tematiche sostenibili. Lo strumento investirà prevalentemente in obbligazioni corporate Investment Grade dei mercati avanzati, così come in bond high yield e dei mercati emergenti. Tom Moulds, partner e senior portfolio manager, responsabile della gestione del fondo ha affermato: “Per investire in modo tematico, gestire il rischio e focalizzarci sull’ottenimento di rendimenti, il nostro approccio alla costruzione di portafoglio si è ulteriormente evoluto rispetto all’integrazione ESG. Abbiamo ampliato la portata del fondo, affinché considerasse un universo globale, e abbiamo eliminato l’ostacolo del vincolo a un benchmark. Grazie ad un approccio flessibile, ci concentriamo sull’individuazione di società che forniscono soluzioni ai temi sostenibili che abbiamo identificato”.

Obbligazionario

Anche PIMCO è all’opera sul fronte degli ESG, grazie al lancio del GIS ESG Income Fund. La strategia seleziona investimenti con forti credenziali ambientali, sociali e di governance, mirando al contempo a mantenere un reddito elevato e costante. Il PIMCO GIS ESG Income Fund è l'ultima aggiunta alla suite di prodotti Income e all'offerta di fondi ESG del gestore. Persegue un approccio globale, multisettoriale e flessibile, ma è dedicato esclusivamente agli investimenti legati all'ESG. Dan Ivascyn, chief investment officer e managing director, ha spiegato: “In un contesto di investimento caratterizzato da tassi più bassi più a lungo, PIMCO è ben posizionata in quanto gestore attivo per trovare opportunità interessanti in un panorama di investimenti in rapida evoluzione che include una maggiore domanda di strategie che mirano a investimenti sostenibili. L'aggiunta del PIMCO GIS ESG Income Fund porta la leadership di PIMCO negli investimenti orientati al reddito ai clienti che vogliono una strategia ESG unica e dedicata”.  

Sempre sostenibilità ma tramite i green bond per Nordea Asset Management che amplia la gamma di soluzioni incentrate su tematiche ESG con il lancio del Nordea 1 - Global Green Bond Fund. Il comparto sarà gestito da due portfolio manager dell’Emerging Markets Debt Team guidato da Thede Rüst, a stretto contatto con il Responsible Investments Team. Il fondo aderisce ai Green Bond Principles dell'ICMA, le linee guida volte a garantire l’integrità del mercato dei green bond, nonché agli standard europei in materia. Più precisamente, per essere classificati come green bond i ricavi dell'emissione dovranno essere utilizzati esclusivamente in attività che mirano a un impatto ambientale positivo. Almeno il 70% delle masse del prodotto sarà investito in questo tipo di emissioni per finanziare diversi “progetti green”, in sintonia con gli obiettivi della Tassonomia dell'Unione Europea. Inoltre, i gestori ricercheranno opportunità di all'interno del settore dei social bond e legati alla sostenibilità, così come obbligazioni tradizionali di società all'avanguardia nell'agenda ambientale. Thede Rüst, head dell’Emerging Markets Debt Team, ha commentato: "Siamo orgogliosi di lanciare il Global Green Bond Fund, poiché i mercati obbligazionari giocheranno un ruolo cruciale nel finanziare progetti vitali per un futuro più sostenibile".  

Per Lombard Odier Investment Managers ci sono dei nuovi veicoli di investimento focalizzati sul tema della neutralità del carbonio. Lanciate quattro strategie Target Net Zero sviluppate per decarbonizzare i portafogli e contribuire all’accelerazione della transizione verso un’economia più sostenibile. Due sono dedicate all’azionario e due al reddito fisso. Le prime sono la TargetNetZero Global Equity e la TargetNetZero European Equities. Presentano un tracking-error ridotto e indirizzano gli indici MSCI World e MSCI Europe verso le aziende dei settori rilevanti dal punto di vista climatico, i cui obiettivi sono allineati con quelli dell’Accordo di Parigi attraverso un rapido processo di decarbonizzazione. "Queste aziende, spesso attive in settori che attualmente producono ingenti emissioni, il più delle volte sono erroneamente identificate come laggard (ritardatarie) dagli investitori, che probabilmente prendono esclusivamente in considerazione l’attuale impronta di carbonio dell’azienda, piuttosto che concentrarsi sul percorso di transazione che sta intraprendendo e gli obiettivi fissati", spiegano da Lombard Odier IM. Al contempo, le strategie puntano ad evitare le aziende che operano dei settori rilevanti dal punto di vista del clima, che producono emissione elevate e che sono ancora scarsamente allineate alla transizione futura. Le due soluzioni obbligazionarie sono, invece, la TargetNetZero Global Investment Grade Credit e la TargetNetZero Euro Investment Grade Credit. Sono strategie di credito con un elevato tracking-error che presentano un approccio a basso turnover incentrato su aziende che riducono le emissioni, in linea gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Mirano a un livello di rendimento più elevato rispetto all’indice investment grade, utilizzando le capacità di ricerca sul credito e le competenze nella sostenibilità di LOIM per comprendere la solvibilità degli emittenti sottostanti per ripagare il loro debito. "Attualmente i maggiori produttori di emissioni di CO2 orientati a un rapido processo di decarbonizzazione hanno un forte impatto sulla mitigazione dei rischi legati al cambiamento climatico e costituiscono un importante universo di opportunità nell’ambito della strategia, che include le aziende ben posizionate per cogliere le opportunità legate alla transizione climatica in tutti i settori", spiegano dalla casa di gestione. Hubert Keller, managing partner di Lombard Odier, ha affermato: "Crediamo che gli investitori debbano rivedere il loro approccio verso l’obiettivo Net Zero per le emissioni. Anche se tutti i settori hanno iniziato a capire quanto sia impellente concentrare gli sforzi sulla decarbonizzazione, molte delle soluzioni disponibili sul mercato sono semplicistiche, non affrontano il problema in maniera esaustiva".

Azionario

Jupiter ha lanciato un fondo azionario globale con il partner americano NZS Capital. Si tratta del Jupiter NZS Global Equity Growth Unconstrained SICAV, un portafoglio azionario globale di aziende che puntano ad adattarsi e affermarsi in un mondo dominato dalla disruption. La filosofia d'investimento di NZS Capital è volta alla ricerca di realtà adattabili e innovative, che riescano a navigare con successo nel ritmo crescente delle disruption, man mano che l'economia globale passa dall'analogico al digitale. "Sebbene il settore tecnologico sia oggi il motore dell'innovazione, nei prossimi anni l'ondata di disruption colpirà ogni ambito dell'economia, compresi i settori industriali, dei consumi, finanziario, energetico e sanitario, e le posizioni della strategia si evolveranno nel tempo per riflettere queste dinamiche mutevoli", si legge nel comunicato. Al centro del fondo, la filosofia denominata Complexity Investing di NZS Capital, rivolta alla costruzione di un portafoglio che bilancia due tipologie di società, che il team di investimento definisce Resilient e Optionality. Le prime sono quelle in grado di adattarsi ed evolvere alla perturbazione e al cambiamento delle condizioni, mentre le aziende quelle della tipologia Optionality sono adattabili, ma all'inizio del loro ciclo di vita con un'elevata asimmetria. Il fondo deterrà 50-70 titoli: la parte Resilient comprenderà tipicamente 10-20 società con una dimensione di posizione superiore al 2,5% ciascuna, e la componente Optionality avrà 30-50 nomi che sono ciascuno meno dell'1,5% del portafoglio complessivo. Le partecipazioni del fondo avranno generalmente capitalizzazioni di mercato superiori a 5 miliardi di dollari. Andrew Formica, CEO di Jupiter, ha commentato: "Abbiamo già visto un reale interesse dei clienti e una forte crescita iniziale nella strategia da quando abbiamo confermato la partnership con NZS Capital, e il lancio di questo fondo porterà gli asset gestiti dalla società a oltre 1 miliardo di dollari, offrendo al contempo ulteriori opportunità ai nostri clienti di accedere a questa nuova interessante strategia, una priorità fondamentale per Jupiter".

ETF

Amundi ha reso disponibili per il mercato italiano otto ETF azionari che replicano indici di investimento responsabile e sul clima. I nuovi passivi includono:

  • sette ETF di investimento responsabile, classificati come prodotti in linea con l’articolo 8 del Regolamento SFDR, dotati di diversi livelli di integrazione ESG. Questi ETF permettono un'esposizione alle principali regioni geografiche (Mondo, Europa, EMU, USA e Mercati Emergenti) e ad alcune esposizioni nazionali (S&P 500 e DAX 50) con e senza copertura valutaria;
  • un ETF sul clima che replica un indice CTB, classificato come prodotto in linea con l’articolo 9 del Regolamento SFDR. Questo ETF fa parte della più ampia gamma di ETF CTB e PAB sul clima di Amundi, esposti a diverse aree geografiche e classi di attività

Vincenzo Sagone, head of ETF, Indexing and Smart Beta business unit di Amundi SGR, ha dichiarato: "Siamo lieti di ampliare la gamma di ETF di investimento responsabile e sul clima disponibile in Borsa Italiana, con l'obiettivo di supportare gli investitori che vogliono implementare la propria strategia di investimento ESG e che riconoscono i vantaggi offerti dagli ETF, come la trasparenza e i costi contenuti. Siamo convinti che non esista un approccio unico all'investimento responsabile. Per questo motivo crediamo che sia essenziale offrire ai nostri clienti la possibilità di scegliere tra diversi livelli di integrazione ESG, in funzione delle loro convinzioni e vincoli".

E sempre sul fronte delle soluzioni indicizzate, Amundi ha ampliato la gamma di ETF sostenibili convertendo sei ETF a reddito fisso in esposizioni ESG.

I sei strumenti saranno aggiunti alla gamma ESG a reddito fisso della casa di gestione nelle prossime settimane. A seguito dell’operazione la gamma includerà esposizioni corporate sia investment grade che high yield, oltre ad esposizioni aggregate e ad alcune strategie di punta come le obbligazioni a tasso variabile (floating rate notes).Tutte le nuove esposizioni ESG saranno classificate come prodotti in linea con l’articolo 8 del Regolamento SFDR.

Fannie Wurtz, head of ETF, Indexing and Smart Beta business line, ha affermato: "L’ESG è al centro di tutte le nostre conversazioni con i clienti e fulcro della nostra strategia di sviluppo dei prodotti. Oggi, ogni nuovo prodotto è sistematicamente considerato attraverso una lente ESG e valutiamo costantemente la possibilità di convertire prodotti esistenti in esposizioni ESG, in linea con le aspettative degli investitori".