Obbligazionario emergente, l’approccio bottom-up può fare la differenza

Fund Selector Talks 5 giugno - Foto di Enrico Frascati
Fund Selector Talks 5 giugno - Foto di Enrico Frascati

Dopo un soddisfacente 2023, i mercati emergenti continuano a rappresentare un'area di grande attrattiva per gli investitori globali. Un interesse supportato da fattori economici, finanziari e strategici come: bassa correlazione con gli asset dei mercati sviluppati (che consente agli investitori di beneficiare di una diversificazione geografica che mitiga l’impatto delle fluttuazioni globali di mercato); politiche monetarie flessibili messe in atto dalle banche centrali dei Paesi emergenti per stimolare la crescita e stabilizzare le economie locali; rischio valutario gestibile e infine (ma non per importanza) un’attenzione crescente verso i criteri ESG. L’asset class, tuttavia, risulta complessa da comprendere anche per gli investitori più esperti che grazie a una gestione attiva e all’adozione di un approccio bottom-up possono gestire efficacemente i rischi a essa associati e sfruttare le opportunità offerte sia da obbligazioni in valuta forte sia in valuta locale. Attorno a questi temi si è sviluppato il dibattito tra fund selector e asst manager nell’ultimo Fund Selector Talks

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