Obbligazionario, la sfida della selezione tra ESG, trasparenza e nuovi ETF

Business breakfast su obbligazionario. Foto Christian Santi per FundsPeople
Business breakfast su obbligazionario. Foto Christian Santi per FundsPeople

Dopo il ritorno in grande stile dei flussi obbligazionari, il dibattito tra gli investitori si è spostato su come distinguere valore e apparenza in un mercato sempre più affollato. Se la ricerca di rendimento resta centrale, la vera discriminante è diventata la qualità della selezione: non basta guardare a performance e costi, ma serve verificare coerenza gestionale, trasparenza nei processi e capacità di adattarsi a un contesto segnato da volatilità, pressioni geopolitiche e nuove regole. Gli ETF attivi si stanno ritagliando spazio anche nel fixed income, offrendo una combinazione tra efficienza di struttura e selettività propria della gestione attiva, mentre sul fronte ESG il tempo delle etichette facili sembra tramontato. L’attenzione si concentra oggi su metriche misurabili, sull’impegno dei gestori e sull’integrazione effettiva dei criteri di sostenibilità, fino all’engagement diretto con le società e alla classificazione rigorosa dei fondi secondo la normativa europea. In parallelo, la tecnologia migliora gli strumenti di analisi e di negoziazione, ma il mercato obbligazionario conserva inefficienze e anomalie che continuano a rappresentare un terreno di lavoro per gli specialisti. Di questo tema si è discusso nella seconda parte della business breakfast di FundsPeople dedicata all'obbligazionario.

Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.