Dopo il ritorno in grande stile dei flussi obbligazionari, il dibattito tra gli investitori si è spostato su come distinguere valore e apparenza in un mercato sempre più affollato. Se la ricerca di rendimento resta centrale, la vera discriminante è diventata la qualità della selezione: non basta guardare a performance e costi, ma serve verificare coerenza gestionale, trasparenza nei processi e capacità di adattarsi a un contesto segnato da volatilità, pressioni geopolitiche e nuove regole. Gli ETF attivi si stanno ritagliando spazio anche nel fixed income, offrendo una combinazione tra efficienza di struttura e selettività propria della gestione attiva, mentre sul fronte ESG il tempo delle etichette facili sembra tramontato. L’attenzione si concentra oggi su metriche misurabili, sull’impegno dei gestori e sull’integrazione effettiva dei criteri di sostenibilità, fino all’engagement diretto con le società e alla classificazione rigorosa dei fondi secondo la normativa europea. In parallelo, la tecnologia migliora gli strumenti di analisi e di negoziazione, ma il mercato obbligazionario conserva inefficienze e anomalie che continuano a rappresentare un terreno di lavoro per gli specialisti. Di questo tema si è discusso nella seconda parte della business breakfast di FundsPeople dedicata all'obbligazionario.
Obbligazionario, la sfida della selezione tra ESG, trasparenza e nuovi ETF

Business breakfast su obbligazionario. Foto Christian Santi per FundsPeople
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