“L’incertezza continua a dominare i mercati con fattori come la chiusura parziale del governo statunitense, le tensioni fiscali in Europa e la situazione geopolitica in Ucraina che influenzano il sentiment degli investitori”, esordisce Uli Gerhard, High Yield Senior Portfolio manager di Insight Investment (società che fa parte di BNY Investments).
Nonostante ciò, il mercato obbligazionario high yield ha mostrato una buona tenuta. “L’offerta è stata assorbita da una domanda solida, sostenuta da bilanci aziendali robusti e da un’elevata liquidità. Molti emittenti hanno già prefinanziato le scadenze del 2026, quindi ci aspettiamo un rallentamento delle nuove emissioni verso fine anno", spiega il gestore del Global Short Dated High Yield Bond fund, con Rating FundsPeople 2025.
Pur riconoscendo che gli spread si avvicinano ai minimi storici, Gerhard ritiene che “i rendimenti complessivi rimangano interessanti. Con il rischio di recessione in diminuzione, gli investitori si concentrano sui rendimenti piuttosto che sugli spread: non prevediamo un cambiamento di scenario nel breve termine”.
A detta del professionista, il principale rischio per i mercati high yield “è un’eventuale recessione globale, che farebbe aumentare i tassi di default e amplierebbe gli spread creditizi.” Tuttavia, Insight Investment mantiene una visione costruttiva. “I tagli dei tassi, insieme agli investimenti legati all’intelligenza artificiale, dovrebbero sostenere la crescita e ridurre il rischio di contrazione economica”, prosegue.
Inoltre, Gerhard sottolinea come il mercato high yield abbia migliorato la propria qualità creditizia: “Oggi vediamo una quota crescente di emittenti con rating BB e una governance più solida. Le aziende più piccole e rischiose tendono a finanziarsi attraverso il credito privato, lasciando ai mercati pubblici emittenti più solidi. Questo ha portato i default su livelli molto bassi, una tendenza che pensiamo possa continuare”.
E, per gli investitori “il livello dei rendimenti attuali rappresenta una grande opportunità. I gestori attivi, in particolare, possono aggiungere valore attraverso la selezione mirata dei titoli, andando oltre la semplice ricerca di yield", aggiunge.
Strategia e composizione del portafoglio
Il Global Short Dated High Yield Bond Fund ha come obiettivo principale quello di offrire rendimenti elevati, corretti per il rischio, con una volatilità più contenuta rispetto alle strategie high yield tradizionali.
“Investiamo in emittenti che riteniamo saranno in grado di rimborsare il proprio debito entro un orizzonte di due anni,” spiega Gerhard. “Cerchiamo aziende che stiano migliorando la loro posizione competitiva, ad esempio attraverso la vendita di asset, acquisizioni o nuovi investimenti industriali.”
Il team monitora costantemente il progresso di ciascun emittente. “Identifichiamo quattro o cinque tappe chiave in un arco di due anni e manteniamo un dialogo continuo con il management. Se capiamo che il piano sta deragliando, vendiamo la posizione, approfittando della liquidità del mercato.”
Il fondo mantiene un approccio fortemente diversificato, senza concentrarsi su un singolo settore. “Non abbiamo un target settoriale rigido,” precisa Gerhard. “L’importante è che le società rispettino i nostri criteri di qualità e che siamo certi del rimborso nei tempi stabiliti.”
Vengono invece evitate “aziende troppo giovani, con pochi asset, o emissioni con rating CCC, che non offrono un premio di rendimento adeguato rispetto al rischio di default. Facciamo eccezione solo per il debito subordinato di emittenti con rating più elevato, dove il rischio resta in linea con quello di una società BB o B.”
Il fondo è co-gestito dallo stesso Uli Gerhard, da Cathy Bragazina e Lorraine Specketer, che insieme vantano una media di 28 anni di esperienza nel settore, di cui 15 maturati all’interno di Insight Investment.
“Lavoriamo come un team coeso, condividendo analisi e visione strategica,” racconta Gerhard. “Questo approccio collaborativo è una delle chiavi del successo della nostra strategia short dated".
Update del fondo
Negli ultimi mesi, il fondo non ha apportato modifiche sostanziali al proprio processo d’investimento. “La metodologia si è dimostrata efficace nel tempo,” spiega il gestore, “ma adattiamo la selezione dei titoli al contesto macro.”
Infine, il gestore spiega che, in questo periodo è stato incrementato il focus su aziende con una forte presenza nazionale nei principali mercati emergenti, meno esposte al rischio di tariffe internazionali. Ad esempio, "una società di telecomunicazioni che opera interamente a livello domestico beneficia di una domanda stabile: per i consumatori, la telefonia mobile resta una spesa essenziale, anche in fasi di rallentamento economico", conclude.


