Obbligazionario: un 2021 all’insegna di ESG, emergenti e strategie storiche

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Un contesto caratterizzato da incertezza, tassi di interesse negativi, politiche monetarie e fiscali decisamente accomodanti rende particolarmente difficile per gli investitori esporsi in modo fruttuoso all’asset class obbligazionaria.

Le indicazioni provenienti da alcune tra le principali case di gestione internazionali operanti in Italia si concentrano in modo pressoché omogeneo su mercati emergenti, con particolare attenzione all’Asia, sostenibilità e su quelle strategie storiche con alle spalle team di gestione consolidati e un track record a prova delle sfide imposte di mercati.

La scelta di Aberdeen Standard Investments per il fixed income nel 2021 ricade sulla prima delle categorie citate con il Aberdeen Standard Sicav I – Emerging Markets Corporate. “Il corporate debt emergente in valuta forte presenta caratteristiche che lo rendono estremamente interessante all’interno del mondo obbligazionario. Con una dimensione doppia rispetto agli high yield americani, può contare su un tasso di default pari alla metà di quello degli high yield USA. Le società emergenti sono entrate nella pandemia con bilanci più solidi e una leva finanziaria minore rispetto a quelle dei Paesi sviluppati. Infine è un asset class più difensiva e resiliente (e quindi presenta una minor volatilità) rispetto agli emergenti governativi in valuta forte o locale”, afferma Tommaso Tassi, head of distribution Italy dell’asset manager.

Dello stesso tenore l’indicazione proveniente da Amundi SGR. “L’attuale contesto, caratterizzato da politiche monetarie molto accomodanti a livello globale, contribuisce a sostenere il debito dei mercati emergenti. La nostra strategia, flessibile e dinamica, offre un approccio distintivo ai mercati obbligazionari emergenti sia governativi che societari, inclusi titoli denominati in valuta locale. La gestione si avvantaggia dell’expertise completa di Amundi nelle economie in via di sviluppo grazie a 10 centri di investimento dislocati nei Paesi emergenti che ospitano un team multiculturale con una profonda conoscenza dei mercati locali”, dichiara Antonio Volpe, head of External Distribution della casa di gestione, relativamente all’Amundi Funds Emerging Markets Bond.

Mercati emergente in focus anche per Aviva Investors con il Aviva Investors Emerging Market Bond Fund, una strategia che, spiega Paolo Sarno, head of Client Solutions – Southern Europe della società, “mira a ottenere rendimenti corretti per il rischio nel lungo termine, investendo in un portafoglio di debito sovrano e quasi sovrano dei mercati emergenti. In particolare, l’approccio del nostro investment manager si concentra su tre pilastri fondamentali: nessun bias, investendo in tutta la gamma di opportunità; una profonda comprensione del rischio, in quanto le metriche tradizionali non riescono a cogliere i rischi idiosincratici nei mercati emergenti; e un’attenzione particolare alla costruzione del portafoglio”.

Si concentra, invece, in modo specifico sulla Cina BlackRock, forte del significativo interesse dimostrato da parte degli investitori nel corso del 2020 per il fondo BGF China Bond. “Vero punto forte della strategia” commenta Luca Giorgi, head of iShares & Wealth di BlackRock Italia, “è il suo approccio dinamico al mercato obbligazionario cinese, che le permette di investire in maniera flessibile sia nel segmento onshore che in quello offshore, con l’obiettivo di catturare le migliori opportunità nei mercati dei titoli governativi, quasi-governativi e del credito”.

“Con ogni probabilità le principali Banche centrali manterranno i tassi a livelli prossimi allo zero o negativi per diversi anni. Non hanno scelta, se non finanziare l’aumento dei deficit conseguenti ai lockdown, monetizzando un debito nazionale in espansione. In un contesto simile, è probabile che la ricerca di rendimento nel reddito fisso sosterrà le valutazioni del debito corporate”, analizza lo scenario di investimento Elisa Ori, head of Sales – Italy di BNP Paribas AM, prima di indicare il BNP Paribas Sustainable Euro Corporate Bond. “Un fondo”, entra nello specifico, “che investe in obbligazioni Investment Grade emesse da società europee od operanti nell’Unione europea o nel Regno Unito che rispettano criteri di sviluppo sostenibile. Si è classificato terzo nella sua categoria agli SRI Awards, con uno score ESG di 8,15 a fronte di un valore medio pari a 6,63”.

Si prosegue nel solco della sostenibilità ma con declinazione nel campo dellobbligazionario ad alto rendimento con CANDRIAM.  “Il nostro posizionamento rimane costruttivo sull’high yield dove gli spread rimangono interessanti nell’attuale contesto di tassi a zero. Inoltre, la crisi attuale ha accelerato i grandi trend che erano già in atto come la deglobalizzazione, la digitalizzazione e il cambiamento climatico che rappresentano una straordinaria fonte di dispersione e di opportunità per i gestori attivi”, afferma Matthieu David, head of Italian Branch dell’asset manager, introducendo il Candriam Sustainable Bond Global High Yield. “Ogni emittente viene analizzato nel quadro di riferimento proprietario sviluppato dagli analisti ESG di CANDRIAM secondo un approccio normativo e Best In Class che porta all’esclusione del 30% più rischioso”, aggiunge.

Si affida ad una strategia storica Capital Group con il suo Capital Group Global High Income Opportunity, “un fondo obbligazionario sulla parte ad alto rendimento del reddito fisso che nel corso degli ultimi 20 anni ha generato un rendimento cedolare vicino al 7%”, sottolinea Paola Pallotta, managing director della società. “Investe, con una strategia attiva, in obbligazioni globali con un elevato rendimento cedolare e in debito emergente e dalla data del lancio ha avuto solo quattro anni con rendimenti negativi (due dei quali quasi piatti). Non utilizza derivati, ha un processo di investimento tradizionale e molto trasparente e un portafoglio che per circa un terzo è costituito da titoli investment grade. È una soluzione semplice da comprendere e molto apprezzata da quegli investitori che, a prescindere dalla volatilità del portafoglio, vogliono investire in un portafoglio obbligazionario in grado di generare rendimento”, completa sul prodotto prescelto da Capital Group.

Torniamo a parlare di aree geografiche e quindi di mercati emergenti con il Credit Suisse (Lux) Emerging Market Corporate Bond Fund indicato da Frank Di Crocco, responsabile Distribuzione Retail Asset Management Italy per la casa di gestione con headquarter a Zurigo.“Il contesto di bassi rendimenti nei Paesi Sviluppati”, spiega, “”rende necessario posizionarsi su asset obbligazionari che possano offrire rendimenti interessanti a fronte di rischi contenuti. Alla luce del contesto macro, riteniamo che l’estensione delle politiche monetarie accomodanti nei Mercati Sviluppati dovrebbe sostenere gli afflussi nei fondi obbligazionari dei Mercati Emergenti con il 2021 come un anno di recupero. Nonostante gli spread del credito EM si siano notevolmente ridotti negli ultimi mesi, gli attuali livelli continuano ad offrire maggior valore rispetto agli Stati Uniti e all’Europa”. “A sostegno della bontà del processo di investimento, nonostante la volatilità dei mercati, il fondo nel corso degli ultimi anni si è posizionato nel primo quartile per performance su ogni intervallo temporale (1,3 e 5 anni)”, prosegue Di Crocco.

“La migliore soluzione che DPAM può offrire agli investitori obbligazionari per il 2021 e oltre è il pluripremiato fondo DPAM L Bonds Universalis Unconstrained”. Alessandro Fonzi, CFA, country head per l’Italia di DPAM, si affida a un vero e proprio fondo flagship. “Pensato e gestito per investitori la cui divisa di riferimento è l’euro, coniuga qualità e flessibilità nell’investire a livello globale in obbligazioni governative e societarie. In passato, il team ha saputo guadagnare con mercati positivi ma anche proteggere quando le condizioni non erano favorevoli”, commenta inoltre Fonzi.

Parte dalla definizione di temi chiave persistenti per gli investitori nel 2021 come qualità dei rendimenti, contenimento del rischio e sostenibilità Cosmo Schinaia, country head per l’Italia di Fidelity International, per arrivare al FF Sustainable Strategic Bond Fund, “una strategia in grado di offrire flessibilità in quanto svincolato da benchmark, contenimento del rischio grazie al focus su titoli con rating elevati e attenzione alla selezione di emissioni di aziende che mantengono elevati standard su questioni ESG”. “Tale strategia, inoltre, potrebbe risultare interessante anche in un contesto di aumento dell’inflazione, in quanto l’approccio flessibile permette al team di gestione di investire in emissioni inflation-linked e di incrementare eventualmente l’esposizione ai titoli high yield, consentendo di generare valore”, completa il country head per l’Italia di Fidelity International.

Franklin Templeton punta per il comparto obbligazionario su una novità portata dall’acquisizione di Legg Masona completata nel 2020. “Il Franklin Templeton Legg Mason Brandywine Global Income Optimiser Fund è un fondo obbligazionario globale per tutte le stagioni che consente di ottimizzare i rendimenti e ridurre la volatilità con un approccio reattivo e focalizzato sul controllo del rischio che offre anche un’interessante gestione dei ribassi. La strategia sottesa è diversificata in quanto investe in tutti gli strumenti di debito, dinamica e flessibile perché adotta un approccio tattico in funzione del contesto di mercato ed infine difensiva, dal momento che si pone l’obiettivo di proteggere il capitale con un approccio combinato top-down e bottom-up che garantisce due diversi livelli di controllo del rischio. Il team di gestione Global Fixed Income di Brandywine Global fa leva sull’analisi specifica e dettagliata dei titoli e sull’ampia ricerca macroeconomica che integra anche i fattori ESG nel processo d’investimento”, analizza Michele Quinto, country head e branch manager per l’Italia di Franklin Templeton.

Si concentra sulla capacità di interpretare il cambiamento del contesto obbligazionario Janus Henderson Investors, grazie all’esperienza dei gestori John Pattullo e Jenna Bernard, i quali “da tempo scettici sulla teoria economica ortodossa, cercano di vedere l’universo degli investimenti per quello che è realmente”, puntualizza Federico Pons, country head per l’Italia della società. “Sempre più spesso”, prosegue, “le previsioni nel mondo obbligazionario si rivelano errate. L’era COVID ha messo in luce i punti di forza e le debolezze dei vari business model, sollevando dubbi sulla politica monetaria. Da questo particolare punto di vista nasce un approccio tematico orientato a titoli di credito di qualità elevata. Un metodo che ha portato ad una gestione di successo, confermata anche da Morningstar con un Rating a 5 Stelle per il Janus Henderson Horizon Strategic Bond Fund”.

Approccio flessibile per combinare income e crescita del capitale alla base del Liontrust GF Strategic Bond, così descritto da Antonio Forte, international sales manager della società:I gestori del fondo ritengono che i titoli di stato siano troppo costosi, ma pensano anche che ci siano molti altri modi per generare rendimenti positivi oltre a una scommessa direzionale sui tassi di interesse. Cercano di creare valore dalle inefficienze del mercato attraverso la comprensione dell’ambiente economico, conducendo analisi bottom up e mostrando flessibilità su Dutration (0-9 anni), credito, allocazioni settoriali e geografiche. Si rivolgono a tre categorie principali di alfa: tassi (posizionamento sulla curva dei rendimenti), allocazione (quanto credito possedere e quali aree privilegiare) e selezione (scelta dei singoli corporate bond)”.

Incursione nel mondo dei passivi con il Lyxor Green Bond (DR) UCITS ETF, prodotto che ha superato i 500 milioni di euro di patrimonio in gestione, triplicando gli asset nel 2020.  “Il mercato dei green bond beneficia, a livello globale, della convergenza di almeno tre diversi driver di mercato: la crescente domanda di asset verdi da parte degli investitori, un numero sempre più consistente di aziende che cercano di trasformare il proprio modello operativo e produttivo per ridurre le emissioni di carbonio e raggiungere il traguardo delle zero emissioni entro il 2050 e un nuovo quadro normativo in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Tutti elementi, questi, che contribuiscono a creare un contesto favorevole all’aumento delle emissioni di obbligazioni verdi. Gli ETF, strumenti semplici, trasparenti, con costi contenuti e fortemente basati sui dati nella loro costruzione, costituiscono un veicolo di investimento nei green bond sempre più utilizzato da tutte le tipologie di investitori”, argomenta nel dettaglio Vincenzo Saccente, head of Sales per i Lyxor ETF in Italia.

Approccio attivo sul medesimo comparto nella scelta di NN Investment Partners. “Dopo quattro anni dal lancio della sua prima strategia green bond”, fa notare Simona Merzagora, managing director della casa di gestione olandese, “NN Investment Partners ha raggiunto l’importante traguardo di 3 miliardi di euro di asset under management (AuM) attraverso le strategie e i mandati dedicati alle obbligazioni verdi. Il fondo NN (L) Green Bond investe solo in opportunità obbligazionarie che combinano rendimenti finanziari interessanti con un impatto ambientale positivo chiaro e misurabile”. “Inoltre, osserviamo che il nostro approccio dark green della nostra strategia NN (L) Green Bond Fund offre una migliore governance e una maggiore trasparenza, grazie a un più intenso coinvolgimento degli emittenti e a requisiti di rendicontazione più rigorosi”, completa.

Affrontare un contesto di mercato volatile e in rapida evoluzione è la sfida che PIMCO decide di affrontare attrverso il PIMCO GIS Diversified Income Fund. “Il fondo cerca di offrire un accesso flessibile e altamente tattico ai mercati globali del credito per ottenere rendimenti in linea con i settori del credito a più alto rendimento, ma con una minore volatilità. Riteniamo che la value proposition di una strategia di credito multisettoriale con rotazione attiva dei settori sia particolarmente rilevante nell’attuale fase. Prevediamo che la ripresa sarà disomogenea tra regioni e settori e creerà vincitori e vinti, aumentando il valore aggiunto di un approccio attivo basato su un processo di investimento testato nel tempo e sulle competenze bottom-up di PIMCO”, dichiara Alessandro Gandolfi, managing director e head of Italy di PIMCO Europe.

Schroder ISF Sustainable EURO Credit può essere considerato la sintesi di due aree di eccellenza all’occhiello di Schroders: da una parte l’obbligazionario corporate e dall’altra la sostenibilità”. Così Luca Tenani, country head Italy della società, sintetizza le motivazioni della scelta dell’asset manager britannico per il fixed income nel 2021. “Il fondo”, entra maggiormente in profondità il manager, “investe in modo selettivo in obbligazioni denominate in euro o con copertura del rischio di cambio, emesse da società con modelli di business e comportamenti sostenibili. I risultati conseguiti sono la dimostrazione che una gestione basata sui criteri ESG, anche in ambito obbligazionario, permette di individuare aziende valide e capaci di mantenere interessanti livelli di redditività nel tempo. Il fondo fa leva su temi molto interessanti, come ad esempio energie rinnovabili, riforestazione, moda responsabile e green/social bond”.

Respiro globale con possibilità di spaziare nell’intero universo obbligazionario con UBS Asset Management. Giovanni Papini, country head Italia della casa elvetica, spiega così la soluzione obbligazionaria total return con un elemento di income (yield) oltre al capital gain denominata UBS Global Dynamic. “Si tratta di una strategia flessibile che investe in modo dinamico nei mercati obbligazionari globali. Il team di gestione esamina possibilità di investimento a livello globale per trovare le migliori idee nei mercati del credito, valutari e dei tassi di interesse, senza essere vincolato da un benchmark. L’approccio d’investimento combina le opinioni macro top – down alla selezione titoli bottom-up. Il gestore cerca di sfruttare le inefficienze di mercato attraverso la comprensione di trend macroeconomici, fondamentali e valutazioni, ma anche indicatori comportamentali di mercato e considerazione su temi ciclici e secolari.”.

“Il fondo attivo Vanguard Emerging Markets Bond investe attualmente in circa 194 obbligazioni emesse in diversi Paesi emergenti, rappresentate da titoli a reddito fisso con diverse scadenze, rendimenti e rating di qualità”, spiega Simone Rosti responsabile di Vanguard per l’Italia. “Questo prodotto offre un’eccellente copertura del mercato obbligazionario emergente ed è in grado di svolgere una funzione di “cuscinetto” all’interno di un portafoglio bilanciato con prodotti azionari. Nonostante il difficile contesto, continua a registrare un +11% rispetto all’indice (al 30 novembre 2020)”, completa il manager sulla scelta operata dalla casa di gestione per investire nel mercato obbligazionario nel 2021.