Cosa cercano gli investitori in un contesto di volatilità geopolitica

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Giacomo Camisa, sales director Intermediary, Schroders

CONTRIBUTO a cura di Giacomo Camisa, Sales director Intermediary, Schroders. Contenuto sponsorizzato da Schroders.

In un contesto caratterizzato da crescente incertezza economica e volatilità dei mercati, gli investitori professionali riconoscono il valore della gestione attiva nel rafforzare la resilienza dei portafogli e cogliere opportunità selettive. È quanto emerge dal sondaggio Global Investor Insights Survey 2025 di Schroders che ha coinvolto circa 1.000 investitori istituzionali e wealth manager a livello globale, per un totale di 67.000 miliardi di dollari di asset in gestione.

Quali sono le loro principali preoccupazioni degli investitori professionali a livello globale

Agli investitori è stato chiesto di valutare le loro maggiori preoccupazioni utilizzando una scala da uno a quattro. La principale è risultata essere la politica commerciale e tariffaria degli Stati Uniti, citata da quasi due terzi degli intervistati, per l’esattezza il 63%. Dopo i dazi abbiamo altre tre aree che hanno fatto segnare sostanzialmente lo stesso punteggio: recessione economica, inflazione e tassi di interesse più elevati. Questo si collega a un'altra importante fonte di volatilità dei mercati finanziari nella prima metà del 2025: le domande sulla sostenibilità del debito nazionale per le principali economie globali.

L'aumento dei tassi di interesse sta infatti spingendo verso l'alto i costi del debito per Stati Uniti, Giappone e altri paesi del G7 e una crescita economica contenuta probabilmente peggiorerebbe la situazione. Ecco perché i mercati obbligazionari hanno registrato una certa volatilità: a giudicare dai risultati dell'indagine, gli investitori prevedono una maggiore incertezza correlata in futuro.

Quali sono le principali priorità degli investitori professionali

La volatilità scatenata dagli annunci dei dazi statunitensi in aprile è stato uno sgradito promemoria: ci ha ricordato che i mercati azionari pubblici sono sempre più concentrati sui titoli statunitensi, e in particolare sulle gigantesche società tecnologiche americane. All'inizio di quest'anno gli indici globali, come l'MSCI World, erano costituiti per oltre il 70% da azioni Usa. Data la volatilità e i rischi percepiti dagli investitori, la priorità principale nei prossimi 18 mesi, prima ancora della generazione di rendimento e reddito, è la resilienza del portafoglio. È questa la posizione del 55% degli investitori professionali globali. Una resilienza che non va però confusa con l'avversione al rischio. Il 62% degli intervistati afferma infatti di voler mantenere o aumentare la propria propensione al rischio nell'ambiente attuale. Evidentemente molti vedono opportunità, e non solo rischi, nell'attuale contesto di mercato.

Come si rende un portafoglio resiliente

La resilienza del portafoglio è associata a strategie di investimento attive e a un mix di asset sia quotati che privati. Quattro investitori professionali su cinque a livello globale pensano di aumentare nei prossimi 12 mesi l’utilizzo di strategie di investimento attive. Questo perché, come emerge da altre risposte, ritengono che la gestione attiva sia più adatta a navigare con successo in un periodo complesso dei mercati rispetto a un approccio passivo di replica dell'indice. Quando è stato chiesto di identificare quali aspetti della gestione attiva esercitassero maggiore attrattiva, gli intervistati hanno citato una serie di fattori, primo fra tutti la capacità di catturare i rendimenti ovunque si presentino. La gestione attiva è inoltre associata a "una profonda conoscenza specialistica".