Debito asiatico, la via delle nuove opportunità

Joep Huntjens notizia
Joep Huntjens, Head of Asian Debt, NN IP

Contributo a cura di Joep Huntjens, Head of Asian Debt di NN Investment Partners. Contenuto sponsorizzato.

Le notizie relative alla pandemia sono state le principali responsabili dell’andamento del debito asiatico nel 2020. In generale, i Paesi asiatici hanno ben gestito la pandemia. In particolare, Paesi come la Cina e la Corea del Sud hanno contenuto i focolai di Covid-19 in modo relativamente rapido e hanno messo in atto misure per limitare la diffusione del virus. In questi Paesi l’attività economica è prossima alla normalità, e la Cina è uno dei pochi Paesi al mondo con una crescita positiva del PIL nel 2020. L’India, l’Indonesia e alcune altre parti dell’Asia meridionale e sudorientale devono affrontare invece difficoltà maggiori per contenere il virus. La ripresa in questi Paesi sarà un processo graduale poiché hanno un margine limitato per lo stimolo fiscale e la vaccinazione delle loro popolazioni richiederà probabilmente più tempo.

Per via delle grandi economie dell’Asia orientale, il PIL della regione asiatica si è contratto solo dell’1,1% nel 2020, se confrontato con il PIL degli Stati Uniti e della zona euro che si è contratto rispettivamente del 2,3% e del 6,8%. Inoltre, il FMI prevede che le economie asiatiche si riprenderanno anche in maniera più robusta nel 2021 e 2022. La crescita asiatica nei prossimi due anni ha una base ampia, con una forte ripresa economica in Cina, India e nella regione ASEAN. L’area asiatica nel suo complesso, con esclusione del Giappone, quest’anno dovrebbe restare la regione a crescita più rapida a livello globale.

Advertisement

Spread in riduzione con fattori tecnici e fondamentali positivi

In un mondo alla ricerca di asset remunerativi, il debito asiatico denominato in dollari offre agli investitori un buon rendimento e un buon potenziale di rendimento totale rispetto al credito societario di altre regioni, come l’Europa o gli Stati Uniti. I livelli di spread del credito asiatico rispetto agli spread statunitensi sono vicini ai massimi degli ultimi 5 anni e ben al di sopra del differenziale medio. Particolarmente interessante è il premio dello spread delle società asiatiche ad alto rendimento rispetto all’high yield statunitense, che offre un incremento di 308 punti base (bps) rispetto a un premio medio a 5 anni di 108bps. 

Allo stesso tempo, il rapporto di indebitamento netto delle società asiatiche investment grade è inferiore a quello dei loro omologhi statunitensi, mentre le società asiatiche e statunitensi ad alto rendimento presentano livelli di indebitamento netto simili.

Inoltre, riteniamo che una forte ripresa economica nella regione asiatica, combinata con parametri di credito in miglioramento e un’incertezza relativamente bassa sull’impatto del virus, dovrebbe consentire agli spread in Asia di contrarsi nel 2021, con la maggior parte della contrazione prevista nel credito ad alto rendimento. Prevediamo un rendimento totale a 12 mesi del 5,3% per le obbligazioni asiatiche in valuta forte e preferiamo le obbligazioni con rating high yield (previsione di rendimento totale a 12 mesi del 7%) alle obbligazioni con rating investment grade (previsione di rendimento totale a 12 mesi del 3%).

Opportunità nel settore immobiliare cinese e in quello bancario tailandese

All’interno dell’universo d’investimento della nostra strategia NN (L) Asian Debt (Hard Currency), preferiamo la Cina, in particolare il suo settore immobiliare. Il settore immobiliare cinese offre livelli di spread interessanti, si è ripreso fortemente dopo il blocco all’inizio del 2020 e la nuova regolamentazione (“le tre linee rosse”) richiederà una maggiore disciplina a livello finanziario. Per le obbligazioni cinesi ad alto rendimento al di fuori del settore immobiliare è necessario un approccio selettivo a causa delle condizioni di finanziamento onshore più difficili per questi emittenti. Gli emittenti con un gran numero di scadenze di debito imminenti affrontano un rischio di insolvenza più elevato nel contesto attuale.

Siamo positivi sull’esposizione tailandese. Anche se il virus è stato contenuto bene in Tailandia, la sua economia legata all’industria del turismo ha portato nella prima metà del 2020 a una sostanziale correzione dei prezzi delle obbligazioni thailandesi denominate in dollari. Anche se gli spread hanno recuperato la maggior parte dell’espansione, crediamo che ci sia ancora spazio per un ulteriore restringimento degli spread, una volta che le restrizioni ai viaggi saranno rimosse. La nostra preferenza all’interno della Thailandia va al settore bancario, che è ben capitalizzato e alcune delle sue obbligazioni continuano a scambiare a livelli di spread ben superiori a quelli pre-Covid.

Scopri di più sulla strategia NN (L) Asian Debt (Hard Currency) che nell’ultimo anno si è aggiudicata il premio di Best Asian HC Bond Fund over 10 years di Refinitiv Lipper.

Per maggiori informazioni sul Strategy-Brief-Asian-Debt-Hard-Currency-1 clicca qui.


Le informazioni e i dati contenuti nel presente documento sono riservate agli operatori professionali come previsto dalla direttiva Mifid.