Debito pubblico, un dibattito ancora aperto

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Nonostante ormai diversi anni di buona performance dei mercati finanziari e diversi indicatori che segnalano una certa tranquillità degli operatori, il dibattito sulla gestione del debito pubblico nei paesi sviluppati non è mai terminato. In questi giorni, con l’inizio del semestre italiano in Europa, si nota anzi un rinnovato interesse al tema da parte di economisti e investitori.
 
In MoneyFarm investiamo sui titoli di stato dei paesi periferici dell’Eurozona attraverso ETF, per cui val la pena aggiornare la nostra idea di investitori sull’argomento, dopo due anni di ottime performances di questo segmento e con spreads ormai molto stretti (e quindi prospettive limitate di ulteriori buoni rendimenti).
 
Partiamo dalla considerazione che i debiti pubblici in Eurozona, nonostante anni di interventi e azioni attive, si stanno appena ora stabilizzando e restano su alti livelli storici. Questo alto debito pubblico vincola le politiche economiche dei governi e le scelte di consumo dei cittadini, creando un circolo vizioso che è difficile da invertire. Storicamente, secondo studi di storici specializzati sull’argomento, nei paesi “sviluppati” si sono avuti casi di successo di gestione di alti debiti pubblici e casi di insuccesso. Tra i casi di successo quello della GranBretagna dopo le guerre napoleoniche o la gestione dei debiti di guerra dopo la seconda guerra mondiale. Tra i più noti casi di insuccesso, il default francese successivo alla rivoluzione francese o la gestione dei debiti di guerra della Germania dopo la prima guerra mondiale.

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