CONTRIBUTO a cura di Valentina Di Nunno, analista finanziario, Consultique.
Il 29 e 30 settembre Verona ospiterà il Fee-Only Summit 2026, il principale appuntamento italiano dedicato alla consulenza finanziaria indipendente. Un’edizione particolarmente significativa perché coincide con i 25 anni della consulenza fee-only in Italia, offrendo l’occasione per riflettere sull’evoluzione di una professione che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita importante e che oggi si trova ad affrontare nuove sfide.
La consulenza finanziaria indipendente non è più una nicchia. Negli ultimi anni è diventata una componente sempre più riconosciuta del sistema del risparmio italiano, sostenuta da una crescente domanda di trasparenza, pianificazione e allineamento degli interessi tra consulente e cliente. Parallelamente, però, sono cambiate le condizioni nelle quali il professionista opera. I mercati sono più complessi, gli strumenti più numerosi e le esigenze degli investitori sempre più articolate.
Se vent’anni fa la sfida principale era individuare le migliori opportunità di investimento tra quelle disponibili, oggi il problema è quasi opposto. Le possibilità si sono moltiplicate e, insieme ad esse, è aumentata la complessità delle scelte. ETF, ETF attivi, certificati, private asset e nuove strategie ampliano continuamente l’universo investibile. Una maggiore scelta rappresenta senza dubbio un’opportunità, ma rende anche più difficile distinguere ciò che è realmente utile da ciò che è semplicemente disponibile.
In un contesto caratterizzato da volatilità, tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche e cambiamenti nelle politiche monetarie, la costruzione del portafoglio richiede un approccio sempre più consapevole. Asset allocation, diversificazione e gestione del rischio non possono più essere considerate separatamente dagli obiettivi dell’investitore, dal suo orizzonte temporale e dalla sua situazione patrimoniale. La vera indipendenza si misura proprio nella capacità di partire dalle esigenze del cliente e solo successivamente individuare gli strumenti più coerenti con il progetto da realizzare. Non è il prodotto a determinare la consulenza, ma il percorso dell’investitore a guidare la scelta delle soluzioni.
Se i mercati cambiano, cambiano anche le persone. Le nuove generazioni hanno un rapporto con il denaro e con le informazioni molto diverso rispetto al passato. Sono abituate all’immediatezza del digitale e chiedono trasparenza, semplicità e accessibilità. Al tempo stesso, proprio l’enorme quantità di informazioni disponibili rende ancora più importante il ruolo di un professionista capace di aiutare il cliente a distinguere ciò che conta davvero.
Le famiglie con patrimoni più articolati si confrontano invece con esigenze che vanno oltre la gestione degli investimenti. Previdenza, protezione patrimoniale e passaggio generazionale diventano elementi di un’unica pianificazione finanziaria. Il consulente è quindi chiamato a offrire una visione integrata, capace di collegare le decisioni di investimento agli obiettivi di lungo periodo della famiglia.
Tra i temi al centro del Summit vi sarà proprio la pianificazione previdenziale. L’invecchiamento della popolazione e l’evoluzione dei sistemi pensionistici rendono sempre più necessario programmare il proprio futuro finanziario con largo anticipo. In questo contesto si inserisce la partecipazione di Elsa Fornero, economista ed ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che porterà una riflessione sui cambiamenti demografici e sulle loro implicazioni per famiglie e risparmiatori.
Accanto alla trasformazione dei bisogni dei clienti si colloca un altro tema centrale: l’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni l’AI ha iniziato a modificare molte attività professionali, compresa la consulenza finanziaria. Analisi dei dati, ricerca delle informazioni e reportistica sono solo alcuni degli ambiti nei quali queste tecnologie stanno già trovando applicazione.
La vera domanda non è se l’intelligenza artificiale sostituirà il consulente, ma come potrà aiutarlo a generare maggiore valore. Se la tecnologia consente di automatizzare attività ripetitive e di elaborare informazioni in tempi più rapidi, il tempo liberato può essere dedicato a ciò che resta centrale nella professione: ascolto, relazione e pianificazione.
L’intervento di Marco Camisani Calzolari affronterà proprio il rapporto tra tecnologia e professioni ad alta intensità di competenze. Un tema particolarmente rilevante nel modello fee-only, dove il cliente remunera direttamente il professionista e deve riconoscerne il valore. Un valore che non coincide con la semplice disponibilità di informazioni, ma con la capacità di trasformarle in decisioni e accompagnare il cliente nel tempo.
Da queste trasformazioni emerge una conclusione chiara: il consulente del futuro dovrà essere più preparato, non semplicemente più tecnologico. Accanto alle competenze finanziarie saranno sempre più importanti aggiornamento continuo, capacità digitali, cultura della relazione ed elevati standard professionali. Per questo il Fee-Only Summit 2026 dedicherà spazio anche alla formazione e alle certificazioni professionali, con il coinvolgimento di FPSB Italia e della comunità CFP®.
I prossimi 25 anni della consulenza indipendente probabilmente saranno molto diversi dai precedenti. I mercati cambieranno, la tecnologia continuerà ad accelerare e le esigenze dei clienti diventeranno ancora più articolate. Ma il cuore della professione resterà lo stesso: costruire fiducia, fornire una guida nelle decisioni complesse e aiutare gli investitori a guardare oltre il breve termine.

