ll messaggio che la Fed ci ha mandato è stato almeno parzialmente inatteso e sicuramente più incisivo. La volontà di alzare quanto prima, da parte del core del comitato (Yellen-Fischer-Dudley, a cui dobbiamo necessariamente guardare) è assolutamente presente e l’asticella da superare per essere in condizioni di farlo non è particolarmente alta. Le condizioni dell’economia globale sembrano non destare al momento preoccupazioni (a dimostrazione che è più la turbolenza sui mercati finanziari che la scarsa crescita reale a tener sveglia la notte Janet Yellen) e a livello domestico la sensazione è che, ormai raggiunto un tasso di disoccupazione storicamente basso (5.1%-5.2%) possa bastare una creazione modesta di posti di lavoro (diciamo Payrolls intorno ai 150k senza dover necessariamente ambire ai 200k/mese degli ultimi trimestri) per dare inizio ad un processo di normalizzazione monetaria.
Fiducia alla Fed

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