Ai ritracciamenti degli ultimi giorni, che hanno posto i soliti dubbi sulla solidità del trend dei mercati finanziari, gli strategit rispondono in modo articolato, anche se la principale considerazione evidenzia una mancanza di particolari segnali preoccupanti o negativi. Lo scenario generale mantiene un’impostazione costruttiva su tutte le classi di attivo, anche le più rischiose come quelle azionarie, nonostante non manchino i richiami di una volatilità piatta che potrebbe spostarsi più in alto reagendo, come nel recente caso, a temi incomodi come quello della Grecia. I flussi, intanto, hanno invaso l’area euro. Al secondo posto c’è una giustificazione di analisi tecnica ovvero di un eccesso di acquisti avvenuti tutti negli ultimi mesi (ipercomprato) con i mercati che manifestano il bisogno di prendere fiato. Infatti la performance dell’indice MSCI Europe del primo trimestre dell’anno è stata la più alta da 15 anni. Da un’osservazione relativa ai flussi di investimento nelle attività finanziarie, l’area euro è stata la regione con più entrate (record di flussi arrivati su fondi e Etf specializzati nei mercati locali euro) a cui si sono aggiunti, per la parte obbligazionaria, quelli messi in campo dal Quantitative Easing (QE) della Banca Centrale Europea (BCE).
La volatilità insegue i temi scomodi

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