Le riforme strutturali della Corea del Sud potrebbero innescare una rivalutazione

Dominic Bokor-Ingram
Dominic Bokor-Ingram, foto ceduta (Fiera Capital)

CONTRIBUTO a cura di Dominic Bokor-Ingram, Senior Portfolio manager, Mercati Emergenti e di Frontiera. Contenuto sponsorizzato da Fiera Capital.

La persistente volatilità dei titoli principali e la recente stabilizzazione della crisi politica non hanno frenato l’interesse degli investitori esteri verso la Corea del Sud, come dimostra la crescita generalmente impressionante del Korea Composite Stock Price Index (KOSPI) dall’inizio dell’anno.

La Corea è stata per noi un mercato redditizio negli ultimi 18 mesi e, per diverse ragioni, vediamo una motivazione convincente e di lungo periodo per investire in modo selettivo, guidati da tre tendenze sovrapposte.

Con un mercato profondo e diversificato ma gravato da anni di disinteresse da parte degli investitori, continuiamo ad individuare opportunità per un approccio "bottom-up" basato su catalizzatori, volto a trarre vantaggio da miglioramenti sia a livello di mercato sia di singole società.

Con il mercato che si colloca intorno a 1x prezzo/valore contabile, con almeno uno sconto del 30% rispetto ai pari regional, il punto di partenza delle valutazioni gioca a nostro favore. Inoltre, vediamo una combinazione di riforme di governance incisive, un fattore molto specifico per il Paese, insieme a un potenziale rialzo per diversi esportatori coreani di alta qualità che stanno ampliando la propria presenza nelle catene di fornitura globali di prodotti industriali e tecnologici critici.

I tre pilastri della crescita

Le riforme "Value Up"
Lanciata nel febbraio 2024, l’iniziativa "Value Up" della Corea del Sud trae ispirazione da un programma analogo adottato in Giappone. Con l’obiettivo ambizioso di portare il KOSPI oltre i 5.000 punti, più del 50% di rialzo, la nuova amministrazione punta ad ottenere benefici derivanti dall’aumento del valore aziendale e dalla maggiore partecipazione degli investitori domestici, a sostegno della popolazione in età avanzata del Paese.

Ci aspettiamo che un insieme di incentivi e obblighi conduca nel tempo a cambiamenti significativi a livello societario. Il primo passo è già stato compiuto con la revisione del Commercial Act, che ora impone ai membri dei consigli di amministrazione di rappresentare meglio gli azionisti di minoranza nell’indirizzare i comportamenti aziendali. A livello fondamentale, stiamo già osservando numerose misure positive da parte di molte imprese: cancellazione di azioni proprie, cessione di asset non strategici, aumento dei dividendi, ottimizzazione dei bilanci e indicatori gestionali (KPI) mirati a ridurre gli sconti di valutazione.

Sebbene ci troviamo ancora nelle fasi iniziali del programma Value Up, il ritorno sul capitale proprio (ROE) è in crescita e le valutazioni stanno iniziando a rivalutarsi. Naturalmente, la velocità di adozione varia notevolmente e preferiamo allinearci con team manageriali disposti e capaci di attuare tali misure.

Ci aspettiamo ulteriori modifiche alle imposte su dividendi ed eredità nei prossimi mesi, che incentiveranno ulteriormente tutti gli stakeholder, famiglie di controllo, management e investitori, a partecipare alla riforma e al conseguente rialzo del mercato. Come prevedibile, il percorso potrebbe non essere sempre lineare, poiché i politici dibatteranno su entità e tempistiche delle riforme, ma siamo confortati dalla direzione complessiva e dal sostegno espresso da entrambe le principali forze politiche.

La reindustrializzazione dell’export
Tradizionalmente considerate cicliche a bassa crescita, le industrie sudcoreane stanno emergendo come fornitori strategici globali, con vantaggi di costo rispetto ai concorrenti occidentali. Tale tendenza è rafforzata dalla trasformazione degli scambi commerciali e, ancor più, dal cambiamento degli atteggiamenti verso la Cina, con la sicurezza nazionale che esclude Pechino da molti progetti d’investimento occidentali.

La Corea beneficia di una lunga tradizione di efficienza, puntualità e standard qualitativi elevati universalmente riconosciuti. Inoltre, al momento della stesura, i prodotti coreani risultano dal 30% al 40% più economici rispetto agli equivalenti occidentali. Le imprese coreane stanno già aggiudicandosi contratti di esportazione pluriennali e ad alto margine, e la visibilità sulla crescita degli utili appare solida.

In particolare, la Corea è ben posizionata per fornire industrie sensibili, esposte positivamente a trend di crescita strutturale di lungo periodo o favorite da dinamiche di domanda e offerta vantaggiose dopo anni di razionalizzazione industriale. Esempi includono apparecchiature per reti elettriche, riarmo nel settore della difesa, cantieristica navale e catena di fornitura per l’energia nucleare. La storica relazione della Corea con gli Stati Uniti probabilmente la porrà come partner chiave per molti degli obiettivi dichiarati dal presidente Trump.

Nel complesso, riteniamo che il mercato non abbia ancora pienamente compreso l’impatto cumulativo di questi fattori positivi, che mantengono un ampio divario di valutazione rispetto ai pari dei mercati sviluppati, nonostante la crescita e la redditività elevate. Con un migliore utilizzo della capacità produttiva, e con l’aumento degli investimenti pubblici e privati in questi settori, prevediamo una maggiore redditività delle esportazioni e un potere di determinazione dei prezzi crescente per l’industria coreana, a beneficio degli azionisti.

Il consolidamento della leadership tecnologica
Taiwan non è l’unico beneficiario dell’ascesa dell’intelligenza artificiale. Con Samsung e SK Hynix, i due principali produttori mondiali di memorie, e un proprio ecosistema di fornitori, la Corea del Sud sta diventando sempre più indispensabile per la catena di fornitura globale dell’AI.

Per contestualizzare, la Corea domina nel settore delle memorie ad alta larghezza di banda (HBM), fondamentali per l’efficienza e la produttività del calcolo AI. SK Hynix ha reagito più rapidamente all’opportunità e ha guidato lo sviluppo delle HBM per Nvidia. Anche in questi titoli di grande peso, storicamente ciclici, sta emergendo una tesi convincente basata su un miglioramento del potere di prezzo, della crescita dei volumi e della visibilità sugli utili.

La nostra filosofia e il nostro vantaggio competitivo

In Corea del Sud, la nostra attività di investimento si è basata su analisi proprietarie e un approccio aperto verso un mercato che molti hanno trattato come un semplice proxy di Samsung Electronics. La Corea è stato il primo Paese che abbiamo visitato sul campo dopo la fine del lockdown dovuto al Covid-19, e avevamo già investito in diversi titoli appartenenti ai tre gruppi sopra menzionati, molto prima che fossero notati dalla maggior parte dei gestori globali.

In alcuni casi, le società che abbiamo selezionato erano coperte solo marginalmente dagli analisti sell-side. Soprattutto nei periodi di concentrazione dei mercati azionari, prima che queste aziende entrassero nel radar internazionale, le nostre relazioni con i broker locali hanno sostenuto le decisioni d’investimento, permettendoci di generare alpha con idee fuori benchmark.

In altri momenti abbiamo allocato capitale aggiuntivo nonostante il rumore politico o socioeconomico. Più recentemente, la breve imposizione della legge marziale nel dicembre 2024 e il successivo caos legato all’impeachment hanno provocato un crollo del mercato. Abbiamo incrementato le nostre posizioni durante quel periodo di incertezza, convinti che nel giro di un anno la leadership politica del Paese si sarebbe stabilizzata, con un impatto minimo sul destino delle riforme e degli utili complessivi.

Mentre le riforme Value Up fungono da catalizzatore per il mercato nel suo complesso, la nostra generazione di alpha è stata più evidente nei casi in cui abbiamo identificato un punto di svolta per una singola azienda. In esempi come Hyundai Electric, produttore di trasformatori elettrici, l’aumento della quota di esportazioni redditizie nel portafoglio ordini ha segnalato il potenziale di una nuova normalità in termini di redditività e ritorni.

Prospettive future

La Corea del Sud non è ancora una scelta di consenso, una posizione rassicurante per il nostro approccio d’investimento. Finché le valutazioni rimarranno scontate, crediamo che l’effetto combinato di riforme, deglobalizzazione e reindustrializzazione porterà alla rivalutazione di una selezione di titoli sudcoreani avvantaggiati da questi cambiamenti.

Vi sono naturalmente rischi da monitorare, tra cui decisioni tariffarie irrisolte, riforme fiscali troppo timide e potenziale resistenza da parte degli interessi consolidati dei chaebol. È comunque incoraggiante osservare che il nuovo governo appare sensibile alle opinioni del mercato e consapevole dell’impatto sulle valutazioni di consenso. Abbiamo già visto interventi dei regolatori per impedire pratiche di governance inadeguate, così come inversioni di politiche inizialmente errate che avevano provocato vendite sul mercato.

La rara combinazione di basse valutazioni, aziende di alta qualità e forti sforzi di riforma ci mantiene ottimisti. I nostri titoli coreani trattano in media a 11x P/E, ma si prevede che generino un ROE del 18% e una crescita degli utili superiore al 25% l’anno prossimo1, parametri che si confrontano favorevolmente con l’universo dei mercati emergenti e che segnano una netta discontinuità rispetto alla narrativa fondamentale coreana dell’ultimo decennio.

Un interesse sostenuto verso la Corea del Sud e una conoscenza approfondita del suo ecosistema di titoli domestici hanno fornito alla nostra strategia un vantaggio competitivo in questa giurisdizione.


Fonti e note:
[1] Stime di consenso Factset, ad agosto 2025. Le performance passate non sono necessariamente indicative di risultati futuri. Gli obiettivi di performance non sono garantiti. Ogni investimento comporta un potenziale rischio di perdita.