Sin da metà aprile, i mercati finanziari hanno visto un significativo re-pricing di asset chiave quali i Bund tedeschi, i Treasury US, ma anche il petrolio e il cambio Euro/Dollaro. Sebbene il modesto incremento dei tassi di lungo US così come del prezzo del petrolio siano giustificati dai fondamentali, lo stesso non può essere detto dello shock che ha spinto i rendimenti a 10 anni tedeschi da 0,08% (20 aprile) a 0,6% (7 maggio). Parimenti, non è giustificabile l’apprezzamento dell’euro (da 1,06 a 1,14 nello stesso periodo). La Bundesbank e la BCE continueranno a comprare asset con costanza ogni settimana e, a maggio, se l’offerta netta di Bund dovesse eccedere lievemente gli acquisti del PSPP, questa sarebbe un’eccezione.
A meno che banche ed assicurazioni non dovessero decidere di vendere i loro asset – cosa che non faranno per limiti regolamentari ben documentati – la scarsità di titoli tedeschi colpirà di nuovo i mercati, in particolare a giugno e luglio.
Lezioni da un violento re-pricing

immagine concessa
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.