È normale ed allo stesso tempo poco confortante l’abitudine dei mercati di confondere le acque e muoversi non in linea con le aspettative ed il posizionamento degli operatori del settore. Da molto tempo gli investitori sono a caccia di rendimenti obbligazionari più alti, a causa di fasi intermittenti in cui le aspettative sulla crescita sono più positive, e per la semplice ragione che la maggior parte degli investitori non riusciva a credere che i rendimenti fossero così bassi. Negli ultimi anni ogni periodo di rialzo dei rendimenti è stato di breve durata e, fino a poco tempo fa, i rendimenti hanno continuato a scendere verso nuovi minimi, per cui è stato difficile per traders ed ed investitori generare ricavi scommettendo su un rialzo dei rendimenti. Ma proprio quando molti erano convinti che i rendimenti sull’intero mercato obbligazionario governativo tedesco sarebbero entrati in territorio negativo, abbiamo visto una correzione. I rendimenti dei benchmark a 10 anni in Germania sono saliti di 50 p.b. nel corso dell’ultimo mese, ed è scesa notevolmente la percentuale del mercato obbligazionario europeo che presenta rendimenti negativi. Poiché non c’è stato un preciso fattore scatenante di questo movimento, molti investitori sono stati colti impreparati, per quanto le prospettive a più lungo termine in genere prevedessero un rialzo dei rendimenti. E’ questo il mistero dei mercati: i prezzi non sempre si muovono in modo prevedibile o secondo le aspettative, e non vi è sempre una singola spiegazione razionale del perché si comportino in un determinato modo. Leggendo i commenti della scorsa settimana sembra quasi che si tenda a negare l'accaduto. Anche chi aveva previsto rendimenti in salita non sa bene come interpretare questi dati, poiché non è in grado di attribuire il motivo di questo spostamento ai fattori ipotizzati.
Non ci servono rendimenti negativi!

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