Small-cap statunitensi, ecco perchè non sottovalutarle

Loredana La Pace News
Loredana La Pace. Foto ceduta (GSAM)

CONTRIBUTO a cura di Loredana La Pace, country head Italy di Goldman Sachs Asset Management. Contenuto sponsorizzato.

Dal 1927, le small-cap statunitensi hanno sovraperformato le large-cap di circa due punti percentuali su base annua, un trend che è persistito anche durante i 12 mesi successivi al crollo del mercato di marzo 2020. In Goldman Sachs Asset Management siamo convinti che l’ambiente macroeconomico continuerà a dimostrarsi favorevole per questa asset class, nonostante le probabili sfide a breve termine che dovrà affrontare.

Un significativo rallentamento della crescita economica rappresenta a nostro avviso il principale rischio per le small-cap. A tal fine, stiamo prestando molta attenzione alle mosse della Fed. Una scelta di politica monetaria errata che determini un rallentamento della crescita o, nel peggiore dei casi, una recessione, non solo danneggerebbe le aziende più piccole, ma porterebbe ad una più ampia fuga verso titoli considerati più sicuri. Per ora, tuttavia, assegniamo solo il 20% di probabilità, nei prossimi 12 mesi, a una recessione negli Stati Uniti e riteniamo inoltre che l'economia statunitense ricomincerà ad accelerare nel secondo trimestre grazie a un’ulteriore riapertura del settore dei servizi ed a un aumento dei consumi derivante dall’abbondanza dei risparmi disponibili.

La recente invasione russa dell'Ucraina influenzerà il commercio internazionale, ma ci aspettiamo che l'impatto diretto sulla crescita globale sia di portata ridotta. Inoltre, l'effetto sull'economia statunitense nello specifico dovrebbe essere limitato, poiché i legami commerciali sono deboli e il paese risulta meno sensibile ai prezzi dell'energia rispetto all'Europa.

La crescita economica è stata nel tempo un grande driver della performance delle small-cap, ma non ne è stato l'unico. Anche l'inflazione gioca un ruolo fondamentale: le small-cap non sempre sono in grado di influenzare il prezzo al quale vendono un prodotto o un servizio e non sempre possono negoziare facilmente il prezzo dei fattori di produzione, tendono cioè ad essere 'price-taker'. In periodi in cui l'inflazione è alta ed in aumento, le aziende che fanno difficoltà a trasferire l'aumento dei prezzi ai consumatori possono essere penalizzate, e questo a sua volta ne danneggia la redditività.

Come mostrato nella Figura 1, l’accelerazione dell’inflazione USA dal primo trimestre 2021 è associata ad una sotto-performance delle small-cap rispetto alle large-cap. Questo cambiamento di direzione persisterebbe probabilmente se l'inflazione continuasse a salire.

Negli Stati Uniti, le pressioni inflazionistiche sono diventate più ampie, con l'inflazione core che ha raggiunto il 6,4% a febbraio e a causa dell'invasione russa dell'Ucraina che crea ulteriore incertezza sul ritmo di normalizzazione dell'inflazione, continuiamo ad aspettarci che l'inflazione nominale raggiunga il picco nei prossimi mesi. Nonostante queste previsioni, crediamo però che spostarsi verso il basso nelle scelte di market cap possa favorire i rendimenti di portafoglio in un contesto in cui la Federal Reserve ha iniziato la sua stretta sulla politica monetaria e l'inflazione, alla fine, si normalizzerà. Il passato suggerisce che un tale ambiente potrebbe rivelarsi favorevole alle small-cap.

Attualmente, le valutazioni relative (small-cap vs large-cap) sono basse a livello globale: questo potrebbe quindi costituire un ottimo punto di entrata per gli investitori e rendere questa asset class interessante. Negli Stati Uniti, il rapporto prezzo-utili a 12 mesi per le small-cap era di 18,8 alla fine di febbraio 2022, rispetto a 20,4 per le large-cap - uno sconto di circa l'8%. Benché le small-cap non siano scambiate a sconto ovunque, sono prossime alla fascia inferiore degli intervalli storici in tutte le regioni.

Nel complesso, è probabile che le prospettive macroeconomiche per le small-cap statunitensi rimangano favorevoli, dato che la crescita rimane robusta e l'inflazione alla fine si attenuerà. Oltre a un contesto macro favorevole, le valutazioni storicamente basse e i fondamentali complessivamente solidi possono offrire interessanti opportunità nei prossimi mesi agli investitori selettivi.


Fonte: Goldman Sachs Asset Management, Marzo 2022.

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