Un test per le valute emergenti

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Immagine concessa

L’autunno del 2002 rappresentò per i paesi emergenti la nascita di un boom che sarebbe durato oltre una decina d’anni. Il Brasile stava eleggendo Lula come nuovo presidente e i mercati prezzavano uno scenario molto negativo come conseguenza di questa elezione: Lula guidava il Partito dei Lavoratori, era il candidato che più lontano si potesse pensare da Wall Street e anche nella retorica elettorale sembrava non interessato a corteggiare i mercati internazionali.

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