Gli economisti hanno sempre dato per scontato che i tassi d’interesse bassi danno impulso ai consumi e riducono la propensione al risparmio. La stessa logica sta incoraggiando le autorità monetarie ad adottare tassi d’interesse negativi e innalzare gli obiettivi di inflazione, per spingere i tassi reali ancora più in basso. Ma quando i tassi d’interesse sono già molto bassi, un’ulteriore riduzione può produrre effetti diversi sul comportamento di risparmio. In un discorso tenuto martedì 28 aprile, Glenn Stevens (Governatore della Reserve Bank australiana) è stato uno dei primi esponenti di istituti centrali di rilievo ad ammettere una grave preoccupazione per gli uomini e le donne del mondo occidentale e, facendolo, ha accennato a quello che, a mio avviso, è uno dei presupposti più problematici formulati oggi dagli economisti.
Una ciambella di troppo

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