Pacchetto Omnibus, quali conseguenze per gli attori del mercato

Omnibus
Bhargav Panchal, Unsplash

Lo scorso 26 febbraio la Commissione europea ha pubblicato il primo pacchetto Omnibus. Un passaggio che, nelle mire di Bruxelles, ha l’obiettivo di semplificare l’apparato normativo in materia sostenibile messo in campo negli ultimi anni e, al contempo, rendere più competitivo il mercato europeo. “Con il pacchetto di semplificazione Omnibus, la Commissione mira a intervenire su CSRD, CS3D e Tassonomia UE”, specificano Carlo Impalà, partner e responsabile del Dipartimento TMT e Data Protection, e Jun Jie Yang, junior associate, TMT e Data Protection dello studio Morri Rossetti & Franzosi interpellati sul punto da FundsPeople. Tra i temi portati all’attenzione dagli esperti, la proposta relativa alla CSRD, con la possibilità di differire l’applicazione degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità fino al 2028. “Questo rinvio – rimarcano – darebbe alle imprese più tempo per adeguarsi agli ESRS”. Impalà e Yang sottolineano poi che il Pacchetto introdurrebbe “una versione semplificata della rendicontazione per alcune aziende, riducendo il numero di indicatori richiesti e adottando un approccio più flessibile, basato sulla materialità dei dati”.

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