La pensione anticipata resta il sogno degli italiani. Un sogno che si confronta, tuttavia, con una serie di elementi che vanno da una bassa consapevolezza su aspettativa di vita più ampia alla sostenibilità dell’assegno pensionistico, alla scarsa conoscenza in materia previdenziale. Secondo un sondaggio condotto da Moneyfarm a novembre su circa 300 individui, emerge come soltanto un 12% ritenga adeguato l’attuale requisito di vecchiaia dei 67 anni contro un 26% che vorrebbe poter andare in pensione prima a 61 anni e un 32% a 65 anni. Un desiderio di flessibilità, sottolineano dalla piattaforma di investimento digitale, “che ad oggi non è prevista dall’ordinamento e che spesso si scontra con una conoscenza limitata delle implicazioni sul piano economico”. Molti intervistati, inoltre, vorrebbe avere la possibilità di modulare l’importo dell’assegno pensionistico in funzione delle proprie esigenze e progetti di vita: il 31% preferirebbe lavorare più a lungo, per poi godere di un assegno pensionistico più sostanzioso, mentre il 27% accetterebbe di ricevere un assegno più basso a fronte della possibilità di ritirarsi prima.
Pensione anticipata, il “sogno” degli italiani si scontra con la sostenibilità dell’assegno

Andrea Rocchetti, foto ceduta (Moneyfarm)
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