A un anno dall’introduzione dei PIR sul mercato italiano, gli operatori (collocatori e distributori) continuano ad avere alcuni dubbi in merito all’interpretazione della normativa. Questo nonostante l’amministrazione finanziaria abbia diffuso delle FAQ con l’intento di chiarire alcune criticità, quali la possibilità di sottoscrizione di un PIR da parte di un minore, o situazioni di cambio di residenza dell’intestatario del PIR. Ricordiamo che il PIR è un contenitore fiscale all’interno del quale i risparmiatori possono collocare ogni tipologia di strumento finanziario (azioni, obbligazioni, quote di OICR, derivati) rispettando tuttavia determinati vincoli di investimento (tra l’altro, almeno il 70% deve essere investito in strumenti finanziari emessi o stipulati da imprese residenti in Italia o in Stati membri dell’Ue con stabile organizzazione in Italia). È prevista l’esenzione da tassazione dei redditi derivanti dagli investimenti contenuti nel PIR, ma non possono essere conferiti nel piano più di 30 mila euro all’anno entro un limite di 150 mila euro, inoltre gli asset conferiti devono rimanere nel PIR per almeno cinque anni.
Per gestire un PIR? Rivolgersi all'intermediario

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