Recovery plan, da Momentum un assist per le imprese italiane

Patrick Tomasso (Unsplash)

Assistere le imprese italiane nelle sfide imposte dal Recovery Plan presentato dal governo italiano per accedere ai fondi del Next Generation EU. È quanto si è proposto lo studio legale internazionale DLA Piper con il lancio di Momentum, una piattaforma digitale integrata con l’obiettivo di raccogliere analisi e approfondimenti sui principali temi giuridici posti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “Il Recovery Plan segna un momento storico per la vita del nostro Paese verso un futuro di crescita economica, sostenibilità, integrazione sociale ed equità. Momentum è il contributo che DLA Piper vuole dare alla discussione, mettendo a disposizione le competenze dei propri professionisti, ma anche di osservatori esterni provenienti dal mondo accademico, dell’amministrazione e dell’impresa, per affiancare le aziende italiane nella comprensione degli obiettivi posti dal piano e nella loro attuazione”, ha dichiarato Bruno Giuffrè, partner DLA Piper nel corso dell’evento di presentazione della piattaforma.

UN’ANALISI SULL’ATTUAZIONE PRATICA DEL PNRR

Obiettivo di Momentum è fornire regolarmente analisi e commenti in forma di articoli, podcast e webinar, con un focus sul diritto ambientale e dell’energia, sul diritto del lavoro, della privacy, tributario, societario, assicurativo, finanziario e sulle riforme della giustizia e della pubblica amministrazione.

La piattaforma con i suoi approfondimenti seguirà la struttura della strategia europea per la crescita sostenibile – transizione verde, transizione digitale e produttività (digitalizzazione), equità e stabilità economica – andando a esplorare criticamente l’attuazione pratica del PNRR da un punto di vista giuridico, a beneficio del mondo imprenditoriale. “Green, digitale e inclusione sono gli assi scelti, tre vettori che dovrebbero avere una direzione comune, ma il PNRR sembra dimenticarsi che alcuni di essi sono confliggenti. All’interno di green e digitale, ci sono potenzialità di diseguaglianza enormi di cui è necessario tenere conto” ha sottolineato Mario Calderini, professore ordinario di Economia presso la School of Management del Politecnico di Milano e direttore di Tiresia.

TRANSIZIONE VERDE, CULTURA DIGITALE E STABILITÀ MACROECONOMICA

Sul pilastro della transizione verde, che beneficerà della parte più importante dei fondi, Toni Volpe, Ceo Falck Renewables, ha evidenziato l’importanza di “una maggiore capacità di operare scelte di indirizzo per rendere concreta la transizione energetica, ma anche per esportare competenze e tecnologie. È inoltre importante che l’investimento pubblico possa fare la differenza dove il mercato non è ancora efficiente”.

Nell’ambito del digitale, si pone l’attenzione sulla necessità della creazione di una cultura digitale, senza la quale gli incentivi fiscali possono fare poco. Secondo Angelo Meregalli, Co-Founder FoolFarm (AI Startup Studio), Board member Fiera Milano e former PayPal sr. director “la grande difficoltà non è tanto nelle tecnologie, quanto nell’approccio culturale ed organizzativo alla transizione digitale, ovvero nella necessità di ragionare per metriche e per processi nuovi. Ragionando per estremi, in California si tende a guardare all’opportunità e favorire l’imprenditorialità anche a costo di fare continui cambiamenti organizzativi, in Italia e in Europa invece al rischio e alle difficoltà del cambiamento o all’incertezza della transizione. Se poi un’organizzazione non funziona, un processo non va, meglio cambiarlo o evolverlo grazie anche alle tecnologie piuttosto che trascinarlo con il rischio, questo si, di dare livelli di servizio ed esperienze scadenti ai clienti. Il digitale è la disciplina del ripensare questi processi”.

Per quanto riguarda la stabilità macroeconomica, si evidenziano una serie di fattori positivi che spingono in alto le stime di crescita. “Gli effetti ulteriori dovuti alle riforme sono stati poco enfatizzati, la crescita del PIL prevista dal Governo per il 2026 nello scenario migliore si attesterà intorno al +3,6%”, ha aggiunto Riccardo Puglisi, professore associato di Economia, Università degli Studi di Pavia. “Questo dato non tiene, però, conto degli effetti delle riforme di Pubblica Amministrazione, giustizia e concorrenza che porteranno un 3,3% in più stimato di crescita. Se questa parte entra in gioco e davvero produce questi effetti, allora la crescita si attesterà attorno al 7%, un dato non irrilevante a livello produttivo”.