Revisione strategica della Bce: le reazioni degli asset manager internazionali

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Christine Lagarde, foto di: Martin Lamberts/BCE

La Banca centrale europea ha una nuova tabella di marcia. L'Istituto ha effettuato la sua prima revisione strategica dal 2003 ed ha fissato un nuovo obiettivo di inflazione: il 2%. Ha altresì affermato in modo esplicito che tollererà il superamento di questo livello se sarà ritenuto necessario. Fino ad ora l'obiettivo era fissato a un livello vicino ma inferiore al 2%.

In altre parole, la BCE manterrà una posizione flessibile e permetterà al CPI di salire al di sopra della soglia per compensare gli anni caratterizzati da minore inflazione. Inoltre, da Francoforte insistono che si tratta di un obiettivo simmetrico. Ciò significa che deviazioni sia negative che positive dall'obiettivo di inflazione sono ugualmente indesiderabili.

Va aggiunto però che questi cambiamenti sono dei piani a lungo termine. Molte delle politiche annunciate hanno infatti un orizzonte pluriennale. Per esempio, la BCE ha riconosciuto che potrà determinare se un'obbligazione è ammissibile per l'acquisto, soltanto dopo aver stabilito una legge su come le aziende devono comunicare i loro rischi climatici.

Un'altra misura che verrà attuata progressivamente è il cambiamento nella misurazione dell'inflazione. L'Eurotower prevede di includere i costi degli alloggi occupati dai proprietari nell'indice armonizzato dei prezzi al consumo. Riconosce che questo rappresenterebbe meglio l'inflazione rilevante per le famiglie.

Detto ciò, non dovremo aspettare altri due decenni per una nuova revisione. Il Consiglio direttivo intende valutare regolarmente l'adeguatezza della sua strategia di politica monetaria. La prossima valutazione è prevista per il 2025.

Implicazioni per gli investitori

Ma nonostante la revisione strategica abbia una portata storica, resta il fatto che non cambia di molto il panorama monetario in Europa. Infatti, per il gestore di PIMCO Konstantin Veit, si tratta più di un'evoluzione delle politiche già in atto che di una vera e propria rivoluzione, come era avvenuto nel caso della precedente revisione del 2003. "La risposta della BCE sembra essere più dello stesso, un fatto che si riflette anche nel suo continuo affidamento sui tassi di interesse come strumento principale di politica monetaria", dice. Un punto su cui Veit si dichiara scettico è che la nuova strategia non risponde alla domanda su come la politica monetaria debba configurarsi per raggiungere gli obiettivi di inflazione CPI.

Anche Paul Diggle, capo economista di Aberdeen Standard Investments, esprime una certa insoddisfazione per le misure annunciate. L'obiettivo d'inflazione del 2%, il linguaggio estremamente vago sui superamenti dell'inflazione e l'inclusione degli alloggi nel paniere dell'inflazione… "Sono cambiamenti marginali e ampiamente previsti", sostiene.

"Niente di inatteso è emerso dalla BCE in relazione all'obiettivo del 2%", gli fa eco Fraser Lundie, head of Credit di Federated Hermes, aggiungendo comunque una nota positiva: "L'uso della parola simmetrica da parte della BCE, piuttosto che media, è importante nel senso che si differenzia dall'obiettivo degli Stati Uniti e dà fiducia che reagirebbe a qualsiasi outlier significativo", avverte.

"La tempistica è stata sorprendente, ma il contenuto no", insiste Ulrike Kastens, economista di DWS. Secondo l'esperto non sono emerse importanti indicazioni dal piano. "Christine Lagarde ha rifiutato di dare una definizione di ciò che significa overshoot e undershoot in termini di cifre. In questo senso, la tolleranza dipenderà anche dall'ambiente economico", dice.

La BCE si prepara ad essere più accomodante

Per Charles Diebel, responsabile del reddito fisso al MIFL, il risultato di questo cambiamento è che la politica rimarrà probabilmente accomodante più a lungo rispetto allo scenario precedente. Perché, come sottolinea, mentre questo discorso viene percepito come un messaggio di moderazione, la realtà è che l'Europa sta ancora lottando per generare un'inflazione vicina al precedente obiettivo di quasi il 2%.

Annalisa Piazza, analista del reddito fisso di MFS Investment Management, è d'accordo. "Lagarde sta lasciando la porta aperta per un'ulteriore azione decisa, se l'inflazione a medio termine non dovesse migliorare nei prossimi trimestri". L'esperta ricorda che il PEPP è stato definito 'vigoroso' e non sarebbe sorpresa se la BCE mantenesse uno strumento simile (o aggiustasse il programma APP di conseguenza) fino a quando l'inflazione non si sposterà costantemente al 2% nel medio termine. "Le colombe all'interno della BCE (cioè Panetta e Lane) hanno chiaramente ottenuto ciò che ultimamente avevano segnalato di frequente", spiega. Dato che la BCE si aspetta ancora un'inflazione dell'1,4% entro il 2023, Piazza sostiene che questa revisione "ritarda ulteriormente le possibilità di rialzo dei tassi".

Altri esperti evidenziano aspetti positivi nelle implicazioni di lungo termine. "Il nuovo obiettivo simmetrico dell'inflazione dà alla BCE la flessibilità per continuare a sostenere l'economia nel lungo termine senza essere pressata dai mercati", sostiene Morgane Delledonne, responsabile della ricerca di Global X. Secondo Delledonne, la decisione della BCE è la base della politica monetaria moderna, che bilancia il rischio di inflazione con i benefici di una società più equamente prospera.

Eurotower ancora più green

Un altra novità da evidenziare, la si trova guardando oltre l'obiettivo dell'inflazione. La BCE punta ad essere un motore di investimenti sostenibili. Francoforte ha infatti presentato un piano per spostare il suo bilancio verso un'economia più verde, grazie all'annuncio di un programma per reindirizzare i suoi acquisti di attività e le regole di garanzia lontano dalle aziende ad alta intensità di carbonio e non allineate con gli obiettivi climatici dell'Unione europea.

Come riassume ASI, nel breve termine, la BCE vuole sviluppare una competenza nella messa a punto e nel reperimento di dati sul rischio climatico. E nel medio termine condurrà un QE verde (almeno per il programma di acquisto di obbligazioni societarie), selezionando le obbligazioni per le sue operazioni collaterali in base alle credenziali climatiche delle aziende e porterà avanti degli stress test dell'Eurosistema contro gli scenari di cambiamento climatico. "Altre banche centrali penseranno intensamente a come mostrare un impegno simile per rendere più verde la loro politica monetaria", prevede Diggle.

Per Kastens, questa è la decisione di più ampia portata. Per l'esperto, si tratta di un piano d'azione ambizioso che interesserà la BCE sia nel suo ruolo di supervisore che di banca centrale. "Sicuramente dimostra le grandi ambizioni della BCE su questo tema e il suo sostegno all'UE nella sua politica climatica", sostiene. Inoltre, se le questioni relative al cambiamento climatico saranno incluse nella politica di investimenti della BCE, si avranno delle ripercussioni sul portafoglio di obbligazioni societarie in pancia all'Istituto. Più in generale, e in termini di mercato obbligazionario, l'annuncio stesso potrebbe avere un effetto di segnalazione e, di conseguenza, influenzare i prezzi.