Ripartire da Draghi: ecco perché mercati (e asset manager) si dicono ottimisti

Mario Draghi News
Foto: Francesco Ammendola (Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

A lungo invocato, arriva come la figura più prestigiosa che l’Italia può mettere in campo. Per ricollocare il Paese in Europa, prima che il debito incontrollato soffochi l’economia. Ripartire da Draghi sembra il buon auspicio invocati dai mercati: Piazza Affari al momento è la migliore in Europa e lo spread è sceso ai minimi che non si vedevano da anni, verso i 100 punti base. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella affida a Mario Draghi il compito di istituire un nuovo governo istituzionale. Lui accetta ma, come dice in conferenza stampa, scioglierà la riserva al termine delle consultazioni. “È un momento difficile”, dice. “Mi rivolgo al parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto coi partiti e coi gruppi parlamentari emerga l’unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e positiva”.

Euforia dei mercati

Salvatore dell’Eurozona per ben due volte (chi non ricorda il suo famoso whatever it takes” ma anche l’immagine del bazooka del quantitative easing), l’ex presidente della Bce da sempre ha mostrato un grande rispetto per il parlamento europeo. Un atteggiamento che gli esperti salutano come positivo. “Un governo tecnico sarebbe più probabilmente in grado di padroneggiare le sfide del prossimo anno, in cui lo stretto coordinamento con l’Ue e le riforme strutturali dovrebbero non solo aiutare la ripresa economica, ma anche ridurre le tensioni populiste sorte sotto il governo Monti”, commenta Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager di BlueBay Asset Management. “Con il numero di casi di Covid-19 in aumento e la situazione complessa sul fronte dei vaccini – dato che l’Ue ha avuto problemi a livello di consegne – il supporto della Bce sarà necessario più a lungo per sostenere la ripresa e le minori tensioni politiche ridurranno le frizioni nel corso di questo periodo di incertezza”. I mercati apprezzano senza dubbio le prospettive di un presidente del Consiglio decisamente europeista ed esperto. L’idea di un governo istituzionale, e quindi di una maggiore stabilità dell’Italia, spingono al ribasso lo spread e mettono le ali ai titoli più esposti alla vicenda politica, banche in primis. “Il mercato ha ovviamente reagito in maniera positiva all’arrivo di Draghi e non c’è da stupirsi”, dice Diego Toffoli, Senior Portfolio Manager di Intermonte SIM. “Notizia positiva per il rendimento dei titoli obbligazionari governativi. Ricordiamo che il rendimento del Btp decennale italiano è ancora tra i più alti in Europa ed è probabile che questo gap andrà a ridursi ulteriormente. Inoltre, il mercato azionario italiano, in quanto a performance, ha chiuso il 2020 in coda agli altri mercati europei per il forte peso dei titoli domestici e ‘value’ e potrebbe recuperare adesso il terreno perduto”.

Le incognite

Guardando ai numeri, la possibilità di un governo Draghi non sembra però così scontata. In Senato i voti a suo favore si attesterebbero al di sotto della maggioranza assoluta: si attende di capire come si muoveranno le forze di centrodestra e il Movimento 5 stelle, già frammentato. Le indicazioni di Vito Crimi e perfino di Beppe Grillo sono chiare: nessun appoggio ad un governo che non sia guidato da Giuseppe Conte. Ma c’è anche un’ala più europeista che probabilmente deciderà il contrario. Anche alla Camera i numeri sono incerti e la Lega può fare da ago della bilancia. “Un po’ di cautela è giustificata”, dice Flavio Carpenzano, Senior Investment Strategist Fixed Income di AllianceBernstein. “Per formare un governo, Draghi avrà bisogno del sostegno del Movimento 5 Stelle o della Lega e non è affatto certo che questo arrivi. Oltre a ciò, c’è la questione di cosa potrebbe essere effettivamente in grado di ottenere Draghi se dovesse formare un governo e lì il suo spazio di manovra sarà probabilmente molto limitato, poiché il parlamento italiano è un pesce diverso dal consiglio direttivo della Bce. Quindi, se Draghi riuscisse a formare un governo sarebbe uno sviluppo positivo, ma ciò che è effettivamente accaduto è che le probabilità di entrambi i rischi di coda sono aumentate”.

Le incognite sono anche sotto la lente dagli esperti di Vontobel AM. Per lo chief economist Reto Cueni, le possibilità che SuperMario diventi il 132° presidente del governo negli ultimi 160 anni sono piuttosto alte, ma tutto dipenderà dal gioco politico. “Molti deputati del Movimento 5 Stelle faranno fatica a conciliare un presidente della Bce costituito a capo della coalizione di governo che guidano, avendo un elettorato anti-establishment. Anche se si trovasse un nuovo partner di coalizione in Forza Italia, il partito dell’ex premier Berlusconi, la nuova coalizione avrebbe bisogno del voto di poco più della metà dei deputati del M5S. Altrimenti, la seconda forza in parlamento, la Lega euroscettica, dovrebbe sostenere il governo. Ma anche questo partito potrebbe evitare di sostenere pubblicamente un governo Draghi”.

I compiti di SuperMario

Un governo Draghi, però, non significa necessariamente meno incertezze sul futuro a breve termine, sia per quanto riguarda l’uso del Recovery Fund sia per il roll-out del piano di vaccinazione, e soprattutto per l’impatto sulla crescita del Pil. Incertezze che tuttavia rimangono in secondo piano rispetto alla riduzione del rischio politico, come spiega Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali di Columbia Threadneedle Investments. “Abbiamo mantenuto le nostre posizioni di sovrappeso sui Btp, con la convinzione che nuove elezioni fossero e restino improbabili. Potrebbe essere difficile ottenere un ulteriore stretta dello spread, ma rimane comunque un minor rischio di un allargamento significativo. Nel frattempo, i Btp continuano a offrire un carry interessante nell’Eurozona”. Tirare delle conclusioni è ancora difficile, anche perché il sentiment positivo del mercato dovrà poi fare i conti con Pil, inflazione, utili aziendali. Per Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm “nel lungo periodo ci potremmo aspettare una sovra-performance dei Btp rispetto ad obbligazioni governative di altri Paesi, grazie al potenziale restringimento degli spread (0.15% pre-crisi) e a una componente cedolare più elevata. Scenario auspicabile ma difficile da prevedere in un contesto condizionato da una pandemia globale e livelli di indebitamento che porteranno nuove sfide (politiche ed economiche) nei prossimi anni. L’effetto sul Ftse Mib invece, data la composizione settoriale di quest’ultimo, ci sembra più legato alla campagna vaccinale che non agli sviluppi politici, anche se ovviamente le due cose sono interconnesse”.

Nell’ipotesi di un voto favorevole del Parlamento, il compito prioritario in campo economico sarà quello di avviare le proposte per il Next Gen EU. “Il nuovo governo dovrebbe innanzitutto operare per un efficace e tempestivo utilizzo dei fondi del Recovery Fund e impostare alcune riforme strutturali per accelerare la traiettoria di crescita dell’economia”, dice Luigi de Bellis, di Equita SIM. “La credibilità di Draghi a livello internazionale potrebbe spostare flussi di capitale sull’Italia, quindi di aspettiamo un impatto positivo sul mercato azionario italiano, e in una prima fase suggeriamo di puntare su titoli liquidi (quindi ci siamo concentrati sull’indice Ftse Mib) che traggono vantaggio dalla riduzione dello spread, dall’implementazione degli investimenti legati al Recovery Fund e/o dalla riduzione dello `sconto Italia`”.