Risparmio gestito, la normativa non deve bloccare l’innovazione

FundsPeople Selector Roadshow Lugano. Foto di Francesco Prandoni
FundsPeople Selector Roadshow Lugano. Foto di Francesco Prandoni

La fitta regolamentazione presente in Europa nel settore finanziario, secondo gli addetti ai lavori, rischia di compromettere il funzionamento del sistema capitalistico. Inoltre, le differenze a livello normativo presenti tra i vari Paesi rischiano di creare un certo sbilanciamento per la scelta degli investimenti. Ne sono un esempio l’Italia e la Svizzera: la prima ha regolato il sistema finanziario con la legge numero uno del 1991, la seconda si è mossa su questo fronte solo molti anni dopo, concedendo quindi per un maggiore periodo di tempo un’ampia libertà di azione sulla gestione dei patrimoni. In generale, arrivare al giusto equilibrio tra normativa del sistema finanziario e libertà di azione da parte dei gestori ha sempre costituito una sfida per il regolamentatore. Nel corso della sesta tappa del FundsPeople Selector Talks di Lugano gli asset manager e i fund selector presenti all’incontro si sono confrontati sull’attuale regolamentazione del sistema finanziario e più in particolare del settore del risparmio gestito, evidenziando i punti di forza e di debolezza della normativa e le strategie poste in essere.

Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.