Nelle riflessioni degli analisti ci sono almeno quattro punti chiave che giustificherebbero l’andamento erratico delle previsioni sugli utili aziendali per il 2015: i prezzi energetici che si sono estremamente ridimensionati favorendo i settori più energivori, ma indebolendo quelli direttamente legati a petrolio e gas; il rafforzamento del dollaro con una perdita di competitività sui mercati esteri; una moderata politica dei tagli di costo, a volte sostituita da nuova occupazione; ed infine, la ripartenza del Capex a fronte di tassi di finanziamento ancora molto bassi e in odore di prossimi rialzi. Nell’attuale 'stagione degli utili', quarto trimestre 2014, il dato sulle ‘sorprese positive’ risulta migliore rispetto alle ultime previsioni; a fare impressione è proprio l’andamento falsato delle stime ritornate positive dopo un periodo di forti revisioni al ribasso. Le attuali analisi si riferiscono a oltre l’80% del peso nell’S&P500 (322 aziende sulle 500 dell’indice) dove il 57% ha riportato una sorpresa positiva sugli utili e il 54% sulle vendite. Al calo preoccupante del settore energy sono risultati interessanti gli utili di media, auto e healthcare.
S&P 500, valutazioni in linea con la media storica se non poco superiori

foto: autor Ken Lund, Flickr, creative commons
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