SdR23, ecco chi è e in cosa investe il risparmiatore italiano

SdR23, Riccardo Morassut
Foto ceduta

Circa 11,5 milioni di investitori. È questo il dato presentato, durante il Salone del Risparmio, dall’ufficio studi di Assogestioni. L’Osservatorio annuale sui sottoscrittori di fondi comuni scatta una fotografia sui sottoscrittori italiani, a fine 2022, analizzando la composizione di genere e anagrafica, la distribuzione geografica, i numeri sugli investimenti in fondi, le preferenze su prodotti e asset class e le modalità di sottoscrizione.

Secondo lo studio, il valore medio dell’investimento degli 11,5 milioni di sottoscrittori in fondi è pari a 45 mila euro. Un importo che però varia a seconda della tipologia del prodotto scelto: più basso per i sottoscrittori di fondi italiani (27 mila euro), più elevato per i sottoscrittori di fondi esteri. Tra questi, il valore dell’investimento medio in fondi cross border si attesta a 52 mila euro.

Lo studio analizza anche la distribuzione della partecipazione al mercato dei fondi per modalità di sottoscrizione. In particolare, il versamento unico (PIC) rimane la forma prevalente, in quanto scelto dal 62% dei risparmiatori, mentre la quota dei sottoscrittori che investe prevalentemente tramite piani di accumulo (PAC) è pari al 22% e in forma mista il 16 per cento.

“Tra le evidenze più interessanti", sottolinea Riccardo Morassut, senior research analyst dell’Ufficio Studi di Assogestioni, "emerge la scelta degli investitori under 40, i Millennials e la Generazione Z, che individuano nel PAC il proprio prodotto preferito di investimento: infatti, supera il 50% la quota dei sottoscrittori più giovani che investe attraverso piani di accumulo. Viceversa, oltre il 70% dei Boomers, sceglie di investire in un’unica soluzione (PIC)”.

I prodotti preferiti

L’asset allocation evidenzia valori differenziati in base alla tipologia di prodotto. Tra i fondi italiani prevale l’investimento in fondi flessibili (42%) e obbligazionari (26%), a cui seguono gli investimenti in fondi bilanciati (22%) e azionari (10%). Tra i prodotti esteri cresce la componente azionaria, con il valore per i fondi cross border che si attesta al 48%. Resta stabile attorno al 30% il peso dei fondi obbligazionari, mentre diminuisce la quota dei fondi flessibili e bilanciati (11%).

La maggior parte dei fondi italiani è acquistata attraverso il canale bancario (95%).

L’identikit del risparmiatore italiano

L’età media nazionale dei sottoscrittori è 61 anni, con la generazione dei Boomers che pesa per il 41% del totale. A seguire, i risparmiatori della Generazione X con il 28%, le generazioni più anziane (ultra 77enni) che rappresentano il 18,5% e infine i risparmiatori più giovani (Millennials e Generazione Z), la cui partecipazione è più contenuta e si attestano al 13%.

“Gli under 40 stanno gradualmente iniziando a investire", commenta Riccardo Morassut. "Per questo, il 13% che rappresenta la quota di sottoscrittori più giovane, in particolare Millennials e Gen Z, è da leggersi come un dato positivo: significa che i giovani scelgono lo strumento dei fondi per entrare nel mercato finanziario. Tuttavia, l’investitore tipo, nel nostro Paese, è un investitore maturo e non stupisce che la sua età media sia di 61 anni: si tratta di una tipologia di risparmiatore che ha maggiori possibilità di investire rispetto alle generazioni più giovani, che però hanno appena iniziato a farlo”.

Sulla scia di un trend in corso da anni, la differenza uomo-donna nell’universo dei sottoscrittori italiani si sta progressivamente annullando, in favore di un sostanziale equilibrio tra i generi, con le donne che oggi rappresentano il 47% degli investitori contro il 53% degli uomini.

Dove si investe di più

Dall’Osservatorio emerge che la ragione con il tasso più alto di partecipazione è l’Emilia-Romagna con il 30,8%, seguita da Lombardia (28,4%), Piemonte (27,9%) e Liguria (26%). Liguria, Lombardia e Piemonte sono anche le regioni in cui l’investimento medio è più alto e pari a 51mila euro, mentre in Emilia-Romagna e Lazio sfiora i 50 mila. In generale, il 65% dei sottoscrittori risiede nel Nord Italia: il 39% nelle regioni del Nord-Ovest, il 26% nel Nord-Est. Nelle regioni del Centro risiede il 19% dei sottoscrittori, al Sud l’11% e il 5% nelle Isole.