In Giappone è tutto fermo: la settimana scorsa la BoJ ha deciso di non procedere con un ulteriore stimolo monetario nonostante la debolezza della crescita economica e dell'inflazione, mossa che ha provocato un apprezzamento dello yen al massimo di circa due anni. La Banca centrale nipponica, insomma, rimane attendista, come spiega anche Davide Marone, senior analyst di Fxcm Italia. “L’impressione che si ricava è quella per la quale il governatore e il suo board cerchino di temporeggiare su quella che apparirebbe come una manovra estrema di ulteriore espansione del Qualitative easing, che in termini di varietà di classi di asset (ricordiamo che l’istituto compra obbligazioni e perfino azioni societarie) ed importi (80 trilioni di yen l’espansione della base monetaria su base annuale), risulta già di portata vastissima. Riteniamo che un simile interventismo potrebbe essere posto in essere nel momento in cui lo yen mostrasse un rafforzamento ancora più rilevante, ascrivibile alla soglia psicologica di 100 sul cambio Usd/Jpy”.
Se a preoccupare adesso c'è anche il Giappone

foto:flickr:creative commons
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.